Fiume d’acqua sulla super 36. Anas: «Colpa di una frana»

Dopo le proteste Lo smottamento da un terreno sovrastante la carreggiata L’ente: «Situazione eccezionale, display subito attivati e tombotti puliti»

Fiume d’acqua sulla super 36. Anas: «Colpa di una frana»
L’acqua che ha invaso la carreggiata lunedì notte all’altezza di Colico

Entrare in contatto con i vertici della Polizia stradale di Lecco è stato impossibile, anche nella giornata di ieri, per cui occorre rinviare ogni tentativo alla prossima settimana, mentre Anas, da noi interpellata rispetto al fiume d’acqua prodottosi a cavallo fra lunedì e martedì nella parte alta della superstrada 36, fra la terzultima e la penultima galleria prima di Colico, ha risposto prontamente.

Dapprima nella mattinata di ieri ci ha rinviato a un feedback che non avrebbe potuto prescindere da una verifica da effettuarsi presso gli uffici preposti, poi nel pomeriggio è arrivato puntuale il chiarimento.

I sopralluoghi

«Il problema si è prodotto per effetto di uno smottamento di materiale verificatosi dal terreno di un privato sovrastante la carreggiata - ci hanno detto dall’Ufficio stampa di Anas - prodotto dall’impatto con il suolo della pioggia torrenziale. Il fango è scivolato in strada e ha ostruito il canale di scolo delle acque piovane, le quali a quel punto sono tracimante in strada provocando l’allagamento. Il tutto è avvenuto in un attimo, tuttavia Anas ha recepito subito il problema e lo ha annunciato anche attraverso i display presenti lungo il tracciato». Il problema, chiaramente, è che i display sono collocati prima del chilometro 89 di Colico Piano, epicentro del problema, per cui gli automobilisti in transito in quel momento a ridosso dello smottamento non hanno certamente recepito il messaggio apparso dopo il loro passaggio all’altezza del chilometro 60 della superstrada.

«Questa mattina, comunque, i nostri tecnici - precisano dall’ufficio stampa - hanno effettuato un ulteriore sopralluogo a Colico Piano per constatare, però, che è tutto regolare. Il canale di scolo è stato completamente ripulito dai vigili del fuoco volontari di Bellano e anche i tombotti sono risultati puliti, ma non erano ostruiti neppure prima del disastro. Semmai la fanghiglia stessa, finita ovunque, ha complicato il deflusso dell’acqua. Purtroppo si è trattato di una situazione del tutto eccezionale, di cui i nostri tecnici hanno avuto subito piena contezza, tant’è che loro stessi hanno attivato i vigili del fuoco di Bellano e questo risulta dalla registrazione delle chiamate effettuate».

Per Anas, in poche parole, non era possibile, almeno da parte loro, fare di più per scongiurare un pericolo di questa natura. Così eccezionale e improvviso da non poter essere affrontato diversamente.

Il dramma

Certo, per gli automobilisti in transito, in particolare per quelli che si sono rivolti al nostro giornale per denunciare il dramma vissuto, ovvero Stefano Salvato, Simone Pozzoni e Beatrice Vaninetti, valtellinesi, quello di cui sono stati protagonisti è un qualcosa di inaccettabile. «Abbandonati a noi stessi, con un’auto ridotta a canotto che imbarcava acqua da tutte le parti, dalle 00.22 di martedì all’1.35 - hanno detto -, quando, per grazia ricevuta, sono giunti i vigili del fuoco volontari di Bellano a tirarci fuori dai guai. Gli unici ad attivarsi, perché dalla Polstrada di Bellano non è giunto il minimo segnale. Una vergogna. Se ci fosse stato un bimbo o un anziano in auto, sarebbe stata una tragedia assicurata».

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