«Ferrovia a binario unico, basta uno spillo

per creare dei problemi»

L’Ad di Trenord, Farisè, al convegno di Sondrio sulla mobilità in provincia

«Meno ritardi, ma serve raddoppiare la linea e togliere i passaggi a livello»

«Ferrovia a binario unico, basta uno spillo per creare dei problemi»
La sala Martinelli ha ospitato il convegno “La mobilità per il futuro della provincia di Sondrio” a cura dalla Società economica valtellinese

Negli ultimi due anni i passaggi nelle stazioni di Valtellina e Valchiavenna «sono aumentati del 20%, toccando quota 12mila viaggiatori al giorno», e Trenord punta a potenziare il servizio. Ma «su una linea a binario unico per 105 chilometri, con 60 passaggi a livello, basta uno spillo a creare problemi», quindi c’è bisogno di interventi infrastrutturali, perché «più saturiamo la linea, più rischiamo di ingolfarla».

Parole di Cinzia Farisè, amministratore delegato di Trenord, che ieri a Sondrio è stata fra i relatori del convegno “La mobilità per il futuro della provincia di Sondrio” organizzato dalla Società economica valtellinese. Una giornata di studi in cui si è parlato molto di strade, con gli interventi sulla 38 e non solo, ma altrettanto di trasporto pubblico, proprio con la ferrovia al centro dell’attenzione.

E l’intervento di Farisè ha messo sul tavolo numerosi spunti, dai dati sull’aumento dei passeggeri, a livello lombardo ma anche sul territorio locale, all’idea dell’azienda di fare del treno «un generatore di riqualifica dei territori» e la «cerniera» fra le realtà lombarde, ha spiegato l’ad. Spesso in Valle la ferrovia negli ultimi mesi ha fatto notizia per disguidi e proteste degli utenti, ma secondo Farisè non bisogna dimenticare alcuni elementi: «Su oltre 24mila treni l’85% risulta puntuale - ha detto -, mentre nel 2014 la quota era del 70%, e il 96% arriva entro 10 minuti dall’orario previsto. Sulla Milano-Tirano le soppressioni sono sotto la media regionale e nazionale».

E l’ad di Trenord ha citato anche le ultime rilevazioni sulla “customer satisfaction”, che per il primo semestre 2017 segnalano un 83% di utenti soddisfatti del servizio, «contro il 75% del 2015», ha sottolineato. L’azienda punta a migliorare ulteriormente, ha rimarcato Farisè: da un lato «dopo l’eliminazione dei treni più vetusti la sfida è fare tutte le corse con i convogli nuovi», dall’altro mentre cresce la domanda di mobilità, sulla Milano – Tirano si fanno sentire le questioni strutturali legate alla rete (di competenza di Rfi, ha ricordato Farisè).

In questo campo, dopo l’intervento degli anni scorsi alla stazione di Morbegno secondo Trenord servono altri passi: «Ci sono progetti già finanziati, da realizzare - ha spiegato l’ad –. Uno è il potenziamento della stazione di Bellano con la costruzione del sottopasso e i lavori per consentire l’ingresso contemporaneo dei treni che si incrociano, che ridurrebbe i tempi di percorrenza, l’altro è l’allungamento dei binari di incrocio alla stazione di Ponte in Valtellina, che permetterebbe il cadenzamento orario con treni lunghi fino a 200 metri».

E in prospettiva secondo Farisè altri due obiettivi vanno messi nel mirino: «C’è bisogno di eliminare i passaggi a livello – ha affermato -, ovviamente non è un lavoro che si possa fare da un giorno all’altro, ma ci sarebbero enormi benefici sulla sicurezza e sui tempi. Sarebbe strategico, poi, il raddoppio della linea fra Colico e Sondrio, che consentirebbe il potenziamento delle corse e l’introduzione di un servizio fra Sondrio e la Valchiavenna».

E Trenord guarda «con grandissimo interesse» alle ipotesi sui trafori, ha rimarcato l’ad, dallo Stelvio al Mortirolo. Nel frattempo proseguono i progetti in corso sui convogli, ha ricordato Farisè: «Il rinnovo del materiale rotabile sarà completo per il 2022 - ha spiegato – e per 140 carrozze a media percorrenza è pronto un piano di completo “revamping”». Alla base di tutto, ha concluso l’ad di Trenord, c’è la volontà di creare un sistema di mobilità «accessibile, confortevole e connessa» per gli utenti che «chiedono anche servizi innovativi».

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