Elicottero caduto ad Albosaggia: «Ha rischiato di finire sulle case»

Aperta un’inchiesta Ipotesi di un’avaria per l’incidente costato la vita a Giovanni Murari, 60 anni, bergamasco, pilota esperto - Grave il giovane di 17 anni che era con lui. Il velivolo dopo avere tranciato un cavo è finito su un prato non lontano da alcune case

Elicottero caduto ad Albosaggia: «Ha rischiato di finire sulle case»
Sarà l’inchiesta della Procura di Sondrio a fare piena luce sul tragico incidente aereo
(Foto di foto Gianatti)

È di un morto e un ferito grave il bilancio dell’incidente aereo verificatosi ieri alle 18.15 in via Piavanini, in zona Torchione, ad Albosaggia, dove nel mezzo di un prato si è schiantato un elicottero biposto marca Robinson R22.

Un piccolo velivolo privato, immatricolato come aviazione generale, sul quale viaggiava il pilota, Giovanni Murari, 60 anni, originario di Verona, ma residente a Capriate San Gervasio, pilota istruttore di elicotteri da più di 30 anni, e da otto anni e tre mesi in forza a Eurotech Helicopter, con sede a Caiolo, affiancato dal passeggero, un 17enne. Inizialmente era circolata la voce che si trattasse di padre e figlio, ma non è così.

Quel che è certo è che il pilota, con ore e ore di volo alle spalle, 13.213 per la precisione, di cui più di 9mila come istruttore a doppio comando, ha riportato traumi così gravi da perdere la vita, mentre il ragazzo, sul quale vista la situazione si sono concentrate tutte le attenzioni del personale sanitario di Areu e di Croce Rossa intervenuto sul posto, è stato elitrasportato, in gravi condizioni, all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Anche la sua situazione, ieri sera, appariva critica, ma non tanto da rischiare la vita.

Terribile, del resto, la scena presentatasi ai soccorritori, il personale sanitario, i vigili del fuoco di Sondrio, i tecnici del Sagf della Guardia di finanza, subito giunti sul posto e che si sono affiancati, in primis, nel condurre le operazioni di estrazione dei feriti dall’abitacolo del velivolo. Operazione, questa, molto delicata.

E va detto che, per come si sono messe le cose, a rischiare sono stati anche i residenti in zona Torchione che a quell’ora in buona parte si trovavano all’esterno delle loro abitazioni.

«Ero alla fontana e, improvvisamente - racconta una donna del posto -, ho sentito due scoppiettii, poi subito dopo un terzo e, quando ho alzato lo sguardo per osservare da dove venissero, ho visto l’elicottero che avanzava verso il prato, a circa 200 metri da casa. Sembrava malfermo, come tipo di assetto di volo, per quanto posso dire e, a un certo punto, ha intercettato i cavi della corrente e si è schiantato al suolo».

Una scena terribile cui hanno assistito anche altre persone, e alcune dicono di aver notato il velivolo provenire da nord e, prima di cadere, averlo visto emettere anche una fiammata. Tuttavia il mezzo, una volta al suolo, non si è incendiato, ma accartocciato su se stesso, se così si può dire. La speranza ora è che almeno il ragazzo riesca a superare la fase critica.

Quanto al dispiegamento di forze sul posto, è stato enorme, fra carabinieri e polizia e ancora alle 22 di ieri i vigili del fuoco di Sondrio erano sul posto per illuminare la zona e permettere ai tecnici di Terna di ripristinare il cavo dell’alta tensione tranciato di netto.

Profonda la costernazione nel mondo del volo di casa nostra, perché il pilota deceduto era molto conosciuto in provincia di Sondrio, colonna di Eurotech, storica azienda elicotteristica di Caiolo, in capo a Roberto Grazioli. Che, da noi sentito ieri sera era straziato dal dolore.

«Non me la sento di parlare, mi scusi - ci ha detto con la consueta cortesia -, non ce la faccio». Fortemente scosso anche Maurizio Folini, storico pilota di elicottero della nostra provincia che è riuscito appena a dirci di «aver visto solo mezz’ora prima dell’incidente il pilota - ha detto - e di averlo salutato come sempre. Una tragedia».

Sulla quale a fare luce sarà la Procura della Repubblica di Sondrio, diretta da Piero Basilone, sulla base delle risultanze di indagine dei carabinieri del capoluogo. Al pari, anche l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) ha aperto un’inchiesta. Di primo acchito si parla di avaria sopravvenuta del mezzo, ma saranno le perizie successive ad approfondire la dinamica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA