Effetti del Covid
Più dipendenze
da gioco d’azzardo

Servizi socio sanitariAl Sert assistite 35 persone «Sono solo il 5% di chi è affetto da questa patologia»

Effetti del Covid Più dipendenze da gioco d’azzardo
La pandemia ha portato i giocatori d’azzardo dai bar e dalle sale giochi a giocare direttamente da casa il che, spiegano gli esperti, è molto più pericoloso

Uno dei più macroscopici effetti del coronavirus è stato quello di allontanare le persone dai servizi. Siano quelli sanitari, socio sanitari o sociali, di fatto relegandole in una sorta di limbo dal quale solo ora, e a fatica, stanno cominciando a riemergere.

Dinamica cui non sfugge il Servizio dipendenze di Asst Valtellina e Alto Lario che sta cercando di riannodare i fili di relazioni intessute nel tempo con i propri assistiti e poi affievolitesi per effetto del lockdown e del timore del contagio. Che in alcuni casi ha cambiato i connotati del problema, come ad esempio per la dipendenza dal gioco d’azzardo.

I numeri del Sert

«Il Covid ha allontanato le persone dai servizi - afferma Massimo Tarantola, direttore del Dipartimento Territorio e dipendenze di Asst Valtellina e Alto Lario - tant’è che abbiamo avuto un calo notevole negli accessi nel 2020 e nella prima parte del 2021. Poi piano piano siano andati recuperando e ora, anche se non siamo ancora ai livelli pre Covid, siamo a un buon 75% in termini di recupero di utenza, in totale di parla di 850 persone».

Forte l’impatto del Covid, in particolare, sul funzionamento dei gruppi di auto mutuo aiuto, importantissimi nel favorire il recupero di un equilibrio, rispetto alla dipendenza da sostanze.

«Purtroppo, il Covid ha comportato la chiusura dei gruppi territoriali di auto aiuto, come quelli dedicati agli alcolisti anonimi, ma non solo - dice Tarantola - e questo ha significato perdere in frequentazione, perché si sono svolti è vero online, ma non tutti i partecipanti hanno aderito o saputo aderire a questa modalità, anche per la tipologia di persone coinvolte, non sempre così abili nell’utilizzo della tecnologia. E comunque l’efficacia di questa azione di gruppo da remoto non è sovrapponibile a quella che si ha in presenza».

Molto efficaci si sono invece rivelati, nella modalità online, quelli che durante il Covid sono diventati i surrogati delle slot machine, capaci di catturare l’attenzione di parecchi dipendenti dal gioco d’azzardo.

«La pandemia, con i suoi lockdown, in questo settore ha comportato uno spostamento della tipologia di dipendenza - spiega Tarantola - dalle classiche slot machine al gioco online. Che è molto più pericoloso, perché assolutamente fuori controllo. Il reclutamento del giocatore in questo caso è più subdolo, mascherato, perché il giocatore è catturato, “adescato” attraverso un bonus iniziale, dopodiché inizia a giocare per soldi e si entra nella classica spirale».

Che risucchia parecchie persone, in provincia di Sondrio, certamente molte di più di quante afferiscono al Servizio dipendenze di Asst.

Famiglie rovinate

«Siamo ancora molto lontani dall’intercettare il problema - ammette Tarantola - tenuto conto che solo il 5% dei nostri utenti, cioè 35 persone sulle circa 850 che seguiamo, tutti adulti, sono affette da dipendenza da gioco d’azzardo patologico. Quando, le stime, ci dicono che, in provincia, ci sono almeno 500 persone con problemi di dipendenza, che diventano 10 volte tanto se si considera una dipendenza di rischio moderato».

Come fare, quindi, per intercettare un problema così diffuso e così sommerso? E, così grave, perché capace di rovinare la persona che ne è vittima, e, al pari, logorare il suo vissuto, il suo tessuto famigliare e sociale.

«Non è facile, però, Regione Lombardia, anche quest’anno, per il terzo consecutivo, ha finanziato la nostra quota parte nella lotta al gioco d’azzardo patologico - dice Tarantola - stanziando 58mila euro con i quali potenzieremo la parte clinica in termini di centro di ascolto e di formazione degli operatori. Nelle due annualità precedenti abbiamo lavorato, pure, nella formazione, anche degli operatori dei servizi sociali di base dei Comuni, perché, spesso, è a loro che le persone in difficoltà si rivolgono per avere sussidi e, talvolta, le loro necessità derivano proprio dalla dipendenza dal gioco d’azzardo». Che è fondamentale intercettare subito. Gli operatori sono stati formati all’ascolto e a porre le giuste domande per capire da dove provenga il disagio e la necessità, con l’obiettivo di indirizzare la persona affetta da dipendenza ai servizi specialistici, sperando si convinca a farsi curare.

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