È morto monsignor Felice Morelli

Triangia lo aspetta per salutarlo

Nato a Sondrio il 14 luglio 1940, don Felice crebbe nella parrocchia di San Bernardo.

È morto monsignor Felice Morelli Triangia lo aspetta per salutarlo
Don Felice Morelli a Triangia nel 2015, a destra don Narciso Mandelli

È scomparso ieri, all’età di 76 anni, monsignor Felice Morelli. A darne l’annuncio, assieme ai familiari, le Suore infermiere dell’Addolorata che prestano la loro opera all’ospedale Valduce di Como, dove il sacerdote era ospite e del quale era stato cappellano dal 1989 fino a poco meno di due anni fa.

Nato a Sondrio il 14 luglio 1940, don Felice crebbe nella parrocchia di San Bernardo a Triangia, dove maturò la scelta di entrare in seminario. Completata la formazione teologica, il 27 giugno 1965 fu ordinato sacerdote e destinato alla parrocchia di Cermenate, nella Bassa Comasca, come vicario. Vi rimase per cinque anni, prima di fare ritorno al paese nativo per un periodo di convalescenza che si protrasse per diversi anni. In quel periodo resse la parrocchia di Triangia, impegnandosi anche attivamente nel reperimento dei fondi per il rifacimento della casa parrocchiale. Nel 1981, insediatosi nella frazione sondriese un parroco stabile, don Felice mantenne la residenza a Triangia, scendendo però di buon mattino in città per trascorrere diverse ore in confessionale in collegiata e per far visita a domicilio ai malati.

Parlando di lui, il defunto arciprete monsignor Alessandro Botta, ebbe a definirlo “apostolo della confessione”. «L’ho conosciuto al mio arrivo in città, nel 1985 - ricorda don Narciso Mandelli, attualmente alla guida della comunità di Triangia -, e da lui ho ricevuto un grande esempio di dedizione al ministero».

Nel 1989, don Felice fu trasferito a Como, dove assunse l’incarico di cappellano all’ospedale Valduce, impegno mantenuto fino al 2015. Durante gli anni nella città lariana fu nominato anche canonico onorario della cattedrale, ricevendo il titolo di monsignore.

Tra gli anni Ottanta e Novanta, don Felice fu anche prolifico scrittore, dando alle stampe otto volumi a carattere spirituale. Dopo “Il Vangelo sulla strada” del 1980, uscirono “Spazi di speranza” e “Anche tra i giovani ci sono i profeti”, entrambi del 1987. È dell’anno successivo “È bello lodare il Signore”, mentre nel 1989 pubblicò “Davide. Ponte tra fede e speranza”, quindi nel 1990 “Parabole del nostro tempo” e nel 1992 “L’ora di Dio”. Nel 1994 uscì “Canto nuovo”, nella cui prefazione, monsignor Lino Varischetti, già arciprete di Sondrio, scriveva: «La nostra povera vita cristiana ha molto bisogno di “vitamine” spirituali. In questo libro ne troviamo di buona qualità». Infine, è del 1999 “È in te Signore la sorgente della vita” e sono degli anni Duemila “Trinità Santissima pacifica l’anima mia” e “Maria Santissima, segno di bella speranza”.

Il 14 giugno di due anni fa, monsignor Morelli tornò per l’ultima volta a Triangia, quando in paese venne festeggiato per il suo cinquantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale, assieme a don Narciso Mandelli, allora giunto al traguardo di sessant’anni di sacerdozio.

Questa mattina le spoglie mortali di don Felice sono state accolte nella chiesa di San Giacomo a Como, adiacente la cattedrale dove domani alle 10 sarà celebrato il rito funebre. Al termine della celebrazione, la salma sarà portata a Triangia per la tumulazione.

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