«Dovete arrestarmi perché poco fa ho ucciso mia nuora»

Villa di Tirano: Enrico Simone Ferrari, 70 anni, operaio in pensione, ha ammazzato a coltellate Moira Giacomelli, 43 anni, al termine dell’ennesimo litigio perché la donna, rimasta vedova dallo scorso dicembre, da tempo si sarebbe rifiutata di fare vedere i due bambini ai nonni paterni.

«Dovete arrestarmi perché poco fa ho ucciso mia nuora»
Villa di Tirano, la palazzina teatro dell’omicidio
(Foto di Luca Gianatti)

«Apritemi. Dovete arrestarmi perché poco fa ho ucciso mia nuora», ha detto al piantone della caserma dei carabinieri di Tirano quando ha suonato il campanello la notte scorsa. Enrico Simone Ferrari, 70 anni, operaio in pensione, ha ammazzato a coltellate Moira Giacomelli, 43 anni, al termine dell’ennesimo litigio perché la donna, rimasta vedova dallo scorso dicembre, da tempo si sarebbe rifiutata di fare vedere i due bambini ai nonni paterni.

E venerdì sera, attorno alle 21.30, la vittima sarebbe stata sorpresa dal suocero a caricare in auto alcune masserizie dall’appartamento al secondo piano di una piccola palazzina (al primo vivono i suoceri), che un tempo occupava col marito venuto a mancare all’improvviso lo scorso inverno, perché aveva deciso qualche tempo fa di tornare definitivamente a vivere nell’ abitazione dei genitori, a Sondrio, dove al momento della tragedia si trovavano i figlioletti.

Alla vista della nuora con alcuni oggetti prelevati dall’alloggio è nata una violenta discussione e il 70enne, in poco tempo, ha perso il controllo e, al culmine della lite, avrebbe colpito più volte Moira con un coltello da cucina, causandone il decesso in pochi minuti. I rapporti fra lei e i suoceri, per la verità mai risultati particolarmente buoni, secondo diverse testimonianze raccolte a Villa di Tirano, il paese teatro del dramma familiare, si erano ulteriormente deteriorati da quando era morto, stroncato da un aneurisma, Simone, il marito della donna uccisa e papà dei due piccoli che, in pochi mesi, sono pertanto rimasti orfani di entrambi i genitori.

L’omicida, una volta varcato il portone della caserma dei carabinieri, ancora sporco di sangue, non ha esitato un solo secondo a confessare al capitano Luca Mechilli quanto avvenuto all’interno dell’edificio di via Sonvico. Il suo interrogatorio, alla presenza dell’avvocato di fiducia e del magistrato di turno della Procura di Sondrio, Giacomo Puricelli, al quale ha reso piena confessione ammettendo le proprie responsabilità, è proseguito per l’intera notte, finché il pensionato è stato condotto nel carcere del capoluogo, in via Caimi con l’ accusa di omicidio volontario. L’assassino, senza esitazioni, ha fornito le indicazioni agli investigatori del Nucleo operativo della Compagnia di Tirano sul luogo dove era avvenuto l’omicidio, in breve tempo raggiunto anche da una squadra del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Sondrio per avviare i primi rilievi.

I militari hanno effettuato gli accertamenti tecnici del caso volti a ricostruire l’esatta dinamica del fatto di sangue. Tuttavia le indagini volte a definire gli esatti contorni della delicata vicenda sono solo alle battute iniziali. Nelle prossime ore, nella camera mortuaria dell’ospedale del capoluogo valtellinese, verrà eseguita l’autopsia di Moira Giacomelli la quale lavorava nella Casa di riposo di Villa di Tirano, dove nel tempo aveva saputo raccogliere la stima dei numerosi ospiti che assisteva..

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Data Invio 09-04-2016 17:18

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