Dopo la Sassella, il nodo Trippi

Ancora tanti dubbi da sciogliere

Viabilità Anche la parte finale della tangenziale di Sondrio va sistemata

Le soluzioni, contenute nel dossier olimpico, sono però tutt’altro che facili

Dopo la Sassella, il nodo Trippi Ancora tanti dubbi da sciogliere
La tangenziale si ferma davanti al passaggio a livello

Arrivano al pettine i nodi della tangenziale di Sondrio. Lo fanno non soltanto perché la risoluzione delle criticità dell’arteria viaria sono contenuti nel dossier olimpico Milano-Cortina 2026 che ormai è in fase di concretizzazione, ma perché le stesse ipotesi cui la Regione sta lavorando creano qualche dubbio sul territorio.

E se le perplessità per l’ingresso ovest della Sassella con l’ipotesi di un cavalcavia proprio davanti allo sperone che ospita il Santuario circondato da terrazzamenti e muri a secco riguardano l’impatto paesaggistico su uno degli angoli più belli di Sondrio, all’altro capo della bretella, al Trippi, a far storcere qualche naso è uno studio di fattibilità che “tampona” un problema senza essere strutturalmente capace di adattarsi alle esigenze di fruizione locale.

Sul presupposto di partenza sono tutti d’accordo: una tangenziale non può, come invece accade ora, terminare su un passaggio a livello. Una stortura evidente anche senza la previsione dei Giochi olimpici, ma che in vista del 2026 e della necessità di portare persone e mezzi velocemente da Milano a Bormio diventa inaccettabile. «La situazione attuale non è gestibile in ottica olimpica» ha sempre detto l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Claudia Maria Terzi.

La necessità di completare l’opera rimasta a metà è unanimemente condivisa, così come l’importanza di avere le risorse economiche per intervenire. Sul come gli amministratori locali, schiacciati da tempi stretti e risorse contingentate, avrebbero però voluto dire di più.

Per il superamento della ferrovia al Trippi e il bypass del passaggio a livello il decreto ministeriale per le Olimpiadi mette a disposizione 40 milioni di euro. Lo studio di fattibilità della Regione, così come è stato presentato, prevede una spesa di 17,5 milioni e tempi di realizzazione che si aggirano intorno ai 14 mesi.

Nuova rotonda

La soluzione ipotizzata e presentata ai Comuni si compone di una nuova rotonda in viale Europa, svincolo di smistamento per la viabilità locale sostanzialmente, di un viadotto che, superata la rotatoria, comincia ad elevarsi per scavalcare l’attuale incrocio (compresa la rotonda esistente) e la ferrovia e torna in sede sulla statale poco dopo il torrente Davaglione. Un viadotto, il viadotto Montagna, lungo all’incirca 250 metri, da percorrere alla velocità massima di 70 km/h.

Una soluzione che certamente funziona nel solo intento di superare l’ostacolo rappresentato dalla linea ferroviaria, ma che è lontana dal progetto di completamento della tangenziale ipotizzata in passato con un progetto Anas a cui gli amministratori guardavano e guardano con grande interesse perché capace di mettere in ordine, in modo più completo, la viabilità locale.

Il fatto stesso che non si sia pensato a mettere in campo risorse ed energie per una soluzione strutturale attesa da decenni e utile al territorio oltre ai Giochi olimpici è causa di malumore. Una sorta di dissenso manifestato fin dal primo incontro tra assessori regionali, tecnici regionali e amministratori locali.

Il progetto di Anas disegnava un tracciato di 4,3 km dallo svincolo di Montagna a quello di Tresivio. Un piano dal costo di 40 milioni di euro - gli stessi fondi a disposizione adesso -, ma che con la necessaria attualizzazione si ipotizza possano lievitare a una cifra intorno ai 100 milioni di euro. Non solo. Anche da un punto di vista autorizzativo quel piano andrebbe rivisto con il conseguente allungamento dell’iter, cosa che i tempi già stretti in vista delle Olimpiadi non si possono permettere.

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