Diagnosi più precise. Un nuovo ecografo  per la Lilt di Sondrio
Claudio Barbonetti, presidente della Lilt provinciale, mostra il nuovo ecografo multidisciplinare (Foto by foto Gianatti)

Diagnosi più precise. Un nuovo ecografo

per la Lilt di Sondrio

Dotazione più ricca: lo strumento è stato acquistato grazie ai fondi raccolti dalle iniziative di volontariato. Ogni anno il centro effettua più di cinquemila visite

Ecco Acuson S2000, il nuovo strumento di diagnostica che va ad arricchire la dotazione strumentale della Lilt di Sondrio, la Lega della lotta contro i tumori.

A presentarlo Claudio Barbonetti, presidente della Lilt: «Si tratta di un ecografo multidisciplinare che è stato acquistato grazie ai fondi raccolti da alcune iniziative del volontariato che ci sostiene. È una macchina che viene utilizzata nella diagnostica e prevenzione per quanto riguarda l’apparato ginecologico, quello urologico e anche la mammella e completa il “parco” delle diagnostiche della sezione sondriese della Lilt. Rappresentava una piccola “carenza” nelle apparecchiature che andava colmata e ora permetterà diagnosi migliori».

Acuson S2000 è un apparecchio tedesco molto interessante; ha tutte le opzioni che un ecografo moderno deve avere. Ha tre tipi diversi di sonde che possono consentire la diagnosi in diversi settori del corpo, un power doppler, un color doppler e un elastosonografia. Questo studia la risposta elastica del tessuto a un’onda di suoni. Tendenzialmente, sulla mammella, la lesione tumorale è più dura e meno elastica di un tessuto sano e quindi, in presenza di un nodulo, la mancanza di elasticità indirizza a pensare che ci sia un tumore e a quel punto si va alla biopsia. Non è determinante ai fini della diagnosi, ma è un qualcosa in più che facilita il medico, l’aiuta.

Con Barbonetti diamo una sguardo alla realtà provinciale: «La nostra utenza ha numeri abbastanza interessanti; facciamo più di 5mila visite l’anno di prevenzione; tra l’altro sono visite che non prevedono il pagamento della prestazione, ma solamente una sorta di contributo volto al sostegno della sede. Quelle al seno sono oltre tremila (sempre all’anno). Non abbiamo la pretesa di sostituirci alle strutture sanitarie del servizio pubblico, ma abbiamo una nicchia di persone che oramai vedono la nostra come struttura della prevenzione in provincia, che vengono da noi in un ambiente confortevole e che le rende meno “preoccupate” nel momento in cui si effettua la visita. Abbiamo in sede anche una psicologa che ci coadiuva, per esempio, nel momento di una diagnosi cattiva».

La prevenzione è sempre l’arma migliore che abbiamo anche se l’aspettativa di vita in Italia è la migliore che c’è. Il presidente conclude: «Grazie anche alle nostre abitudini alimentari (prevenzione primaria) siamo messi meglio che non le popolazioni anglosassoni, ma la prevenzione secondaria (strumentale) permette di individuare tumori talmente piccoli che ancora non hanno avuto tempo di fare danno. Ecco perché è estremamente importante presentarsi nel laboratorio di prevenzione prima che si manifesti un sintomo. Per il tumore alla mammella la percentuale di curabilità è stata altissima, nell’ordine del 90% di curabilità: screening e prevenzione precoce hanno radicalmente cambiato la storia di questa malattia».


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