Denise Pipitone e la pista in Valtellina. Tra curiosità e fastidio

Castione La trasmissione Rai ha riportato in auge fatti risalenti al 2005 Non ci sono novità, ma si vuole capire perché le indagini furono interrotte

Denise Pipitone e la pista in Valtellina. Tra curiosità e fastidio
Piera di Maggio con la foto di Denise

Tanta la curiosità così come lo stupore. Ma altrettanto grande il fastidio.

Questa l’atmosfera di un normale sabato d’autunno a Castione. All’indomani del servizio andato in onda su Rai 2 nel programma pomeridiano Ore 14 condotto da Milo Infante, nei bar, nei negozi, per strada non si parlava d’altro: cioè della riapertura della pista valtellinese legata alla scomparsa di Denise Pipitone, la bimba di quattro anni rapita il primo settembre del 2004 a Mazara Del Vallo, al centro della trasmissione andata in onda venerdì, quando in paese è arrivata la troupe dell’inviata di Rai 2 Nicole Di Giulio per girare il servizio.

Corsi e ricorsi

Un caso complesso, tuttora irrisolto, di cui ciclicamente si torna a parlare in vari salotti della cronaca televisiva, riportato in settimana sotto l’obiettivo delle telecamere di Ore 14, che sta indagando per capire come mai la “pista valtellinese” fu abbandonata nell’aprile del 2005. Giusto per essere chiari: sta indagando la tv, mentre i carabinieri, almeno quelli locali, non risultano affatto coinvolti.

Riepilogo

Ma andiamo con ordine. Rivangare questa vicenda ha provocato stupore e curiosità. Perché? Perché sostanzialmente la piccola comunità castionese non era preparata a trovarsi da un giorno all’altro sul piccolo schermo nazionale - è il mood dei commenti raccolti in paese - per giunta per un caso di cronaca nera di questa portata. Anche dal municipio preferiscono non commentare.

Il fastidio, invece, nasce da un duplice motivo. Anzitutto perché le telecamere Rai hanno in qualche modo destabilizzato il tranquillo tran tran. Ma soprattutto perché le domande dell’inviata hanno interessato una donna egiziana - Susanna, sposata a Castione, deceduta quest’anno - «assolutamente integrata nella nostra comunità, ben voluta e stimata, oltre che una persona affabile e sempre sorridente».

Insomma, non è stato gradito il fatto che si chiedesse in giro di lei, giudicando l’occhio delle telecamere invasivo, toccando una sfera intima e personale: «Dopo 17 anni che senso ha? Se la persona non c’è più, perché si chiede adesso e non nel 2005? Sembra paradossale e non se ne capisce il motivo. Ci pare irrispettoso oltre che fuori luogo» i quesiti raccolti ieri.

Anche perché all’epoca dei fatti, quando nell’aprile del 2005 si era parlato di possibile pista valtellinese, «a Castione nessuno lo sapeva, se non probabilmente i diretti interessati e le forze dell’ordine. Figuriamoci dopo 17 anni».

La fotografia

Ciò detto, l’interesse dell’inviata di Rai 2 Di Giulio nei confronti di Susanna - la giornalista ha intervistato durante il servizio il marito e pare abbia contattato anche il figlio che però risiede a Milano - è dettato dal fatto, che questa donna egiziana era entrata in contatto con Juliette o Julieta, giovane kosovara senza permesso di soggiorno, che viveva a Castione e che ogni tanto le faceva pulizie di casa. Era stata lei a mostrarle delle foto di una bambina, di nome Danas, in cui Susanna aveva ravvisato forti somiglianze con la piccola Pipitone. Da qui sarebbe partita la pista valtellinese. Questa bimba era stata fotografata da Julieta durante delle trasferte a Bergamo in visita ad una zia. Ad averla colpita era stato il fatto che la piccola, a differenza degli altri bambini del gruppo, era l’unica che parlava italiano. E tra l’altro la piccola avrebbe detto a Julieta - secondo la ricostruzione di Ore 14 - di sentirsi sola, di non avere la mamma e di non capire la lingua degli altri coetanei.

Di Julieta a Castione pare non esserci traccia, anche se alcuni la ricordano. Così come di una famiglia di kossovari, che si occupavano di andare a raccogliere ferraglie. Sembra che da cinque-sei anni siano andati altrove; c’è chi dice in Germania.

È altresì vero però, che la giornalista ha mostrato a Castione a più d’una persona una foto di un uomo, che dovrebbe essere il papà di Julieta, chiedendo se qualcuno l’avesse visto. In effetti qualche ricordo sembrerebbe essere riaffiorato. Ma di conferme non ce ne sono, se non che in paese si aspettano che nei prossimi giorni la troupe Rai ritorni.

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