Covid, in gennaio
le prime vaccinazioni in Valtellina

Il calendario fissato dalla Regione, si cercano i punti di stoccaggio con i frigoriferi

Covid, in gennaio le prime vaccinazioni in Valtellina
Un frigorifero per la conservazione del vaccino anti Covid

«Stiamo lavorando con Regione Lombardia per costruire, giorno per giorno, il percorso di avvicinamento alla vaccinazione anti Covid, destinato, in primis, agli ospiti ed agli operatori delle strutture protette per anziani e, in contemporanea, agli operatori sanitari di ospedali e presidi territoriali».

Parola di Lorella Cecconami, direttore generale di Ats della Montagna, che, attiva su più fronti, ne ha uno che sta divenendo particolarmente incalzante, e che vede protagonista proprio il vaccino anti coronavirus. «Stiamo lavorando ad un avvio anticipato della campagna vaccinale, inizialmente prevista per il 15 gennaio - dice Cecconami -, e questo per il fatto che il via libera alla distribuzione del prodotto Pfizer, atteso per il 29 dicembre, dovrebbe arrivare già il 21 di questo mese. Questo significa che, già a inizio gennaio, potremmo avere a disposizione il vaccino, pronto per essere somministrato».

Ancora, indicazioni circa il suo stoccaggio in provincia di Sondrio non ne sono giunte, atteso che nessuna struttura di Asst Valtellina e Alto Lario o di Ats della Montagna è, attualmente, dotata di frigoriferi capaci di conservare il prodotto a -75-80 gradi come richiesto. Regione Lombardia sta acquistando queste celle frigorifere, per cui è lecito pensare che giungeranno anche in provincia in tempi utili.

«I punti di stoccaggio sono già stati definiti, ma tutta la partita è in capo al commissario Domenico Arcuri, ai suoi referenti di Regione Lombardia e all’Esercito Italiano che gestisce, in questa partita, tutta la logistica - assicura Ceccanami -, per cui, al momento non posso essere più precisa né sulle modalità di distribuzione in valle, né sui quantitativi».

Quel che è già noto è che saranno 304.995 i cittadini lombardi coinvolti nella prima fase della campagna vaccinale atteso che, è notizia di ieri, dovrebbe essere assicurato a Regione Lombardia un quantitativo pari al 90% del richiesto, e questo per il fatto che ci si attende che non tutti gli operatori della sanità aderiscano alla campagna, che resta su base volontaria.

In provincia di Sondrio si stimano in 2.700 gli ospiti delle case di riposo e alloggio per anziani e in altrettanti gli operatori sanitari relativi coinvolti, oltre a tutti gli operatori della sanità ospedaliera e territoriale che fanno capo ad Asst e Ats. Solo i medici della prima sono 350, gli infermieri 1.100, cui vanno aggiunti operatori socio sanitari e ausiliari socio assistenziali, i 150 medici di medicina generale e i pediatri di famiglia.

Esaurito questo primo step si procederà, da marzo, col secondo, che prevede la vaccinazione a ultra 80enni e malati cronici, poi, a seguire, insegnanti, forze dell’ordine, personale carcerario, detenuti, over 60 e tutto il resto della popolazione.

«Intendiamoci, ci vorrà del tempo per andare a regime - assicura Cecconami -. Prima del maggio-giugno prossimo non se ne parla, per cui teniamo alta la guardia». E.Del.

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