Condono dei tributi fino a mille euro. Il Comune di Sondrio dice sì

Tributi L’assessore Munarini spiega il provvedimento. «Non facciamo regali, ma aiutiamo chi è in difficoltà. Togliamo interessi e sanzioni da quanto dovuto». Stanziati circa 120 mila euro

Condono dei tributi fino a mille euro. Il Comune di Sondrio dice sì
Palazzo pretorio, sede del Comune di Sondrio

Sondrio come Arezzo, Lucca e Lecce, ma non come Milano, Verona e Roma: gli abitanti del capoluogo potranno beneficiare del condono sui tributi pregressi non pagati. Ancora prima della scadenza ultima del 31 gennaio palazzo pretorio ha infatti deciso di aderire allo stralcio parziale delle cartelle esattoriali comunali contemplato nella legge di Bilancio.

Il consiglio comunale di venerdì non sarà quindi chiamato a esprimersi: la proposta di delibera per non aderire al condono non sarà all’ordine del giorno.

Dopo qualche incertezza e molte riflessioni, come dice l’assessore comunale al Bilancio, Ivan Munarini, l’amministrazione guidata da Marco Scaramellini ha scelto di offrire l’opportunità ai suoi cittadini.

Un aiuto, non un premio

«Nessuna scelta ideologica - spiega Munarini -. Abbiamo pensato, visto anche il momento non proprio facile e considerando che si tratta di una misura una tantum, di andare incontro a chi, anche con fatica, sta cercando di pagare le rate dei debiti pregressi, sgravandoli del peso di sanzioni e interessi che possono sembrare forse poca cosa, ma che possono fare la differenza. Convinti anche che chi non vuol pagare non lo farà comunque». Non un premio, dunque, ma un aiuto per coloro che magari sono rimasti indietro con i tributi per oggettive difficoltà economiche, secondo Munarini.

La rottamazione delle cartelle esattoriali, come ad esempio quelle sugli immobili (Imu) e rifiuti (Tari) o altri possibili tributi locali, emesse fra il 2010 e il 2015, e per un importo non superiore a mille euro, prevede lo stralcio solamente delle sanzioni e degli interessi di mora: il debito relativo al mancato saldo del tributo resta comunque da pagare.

Stessa cosa per quanto riguarda le multe comminate in caso di violazione del Codice della strada. Le sanzioni elevate dalla Polizia locale o dagli ausiliari del traffico autorizzati, perché queste sole sono di competenza comunale, rimangono: il condono riguarda solamente la quota degli interessi.

Mancato incasso

Per palazzo pretorio da una prima stima fatta dagli uffici si tratterebbe di un mancato incasso di 118mila euro, cui però andranno sommati i ricalcoli delle rate di chi sta già pagando e a cui andranno “scontati” sanzioni e interessi. Un importo che non dovrebbe avere conseguenze troppo pesanti sugli equilibri di un bilancio già messo a dura prova dall’inflazione e dai rincari energetici, che si sono riverberati e continuano inevitabilmente a farlo sui costi che il Comune deve sostenere per garantire i servizi ai cittadini.

«Abbiamo accantonamenti nel fondo svalutazione crediti - dice Munarini - e da lì attingeremo per coprire queste minori entrate». La scelta dunque è presa. Quando ancora l’amministrazione non aveva deciso se aderire o meno allo stralcio, Munarini aveva portato la questione all’attenzione della commissione consiliare per garantirsi la possibilità, volendo, di portare la delibera in consiglio comunale. Una comunicazione che, come tale, non aveva sortito commenti o reazioni.

Ma c’è chi dice no

Fra i Comuni che hanno già scelto (e in alcuni casi anche deliberato) di non applicare lo stralcio, la motivazione è in genere legata ai bilancio. «La nostra è una scelta di responsabilità, che siamo convinti di assumere e di sottoporre al voto dell’assemblea capitolina - ha spiegato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri -. Si tratterebbe in sostanza di ridurre servizi alle persone per 60 milioni l’anno per cinque anni, servizi come l’assistenza ai disabili, il trasporto pubblico, gli asili nido».

Per quanto riguarda Milano, nella delibera di non adesione si legge che i provvedimenti come lo stralcio «disincentivano i comportamenti virtuosi e contrastano con il principio di equità nei confronti dei cittadini, la stragrande maggioranza dei quali adempie ai propri obblighi di contribuzione al sostenimento della spesa pubblica».

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