Colletta alimentare, raccolta la spesa
per aiutare i poveri

Solidarietà Volontari fuori da negozi e supermercati Tanti giovani a fianco di Cri, Caritas, Banco e Alpini Gli studenti del PIo XII: «Bello pensare a chi ha bisogno»

Qualcuno si è fermato ad attendere spiegazioni dai volontari per conoscere quali fossero i generi di prima necessità di cui ci fosse più bisogno quest’anno.

Altri, con il sorriso, hanno spiegato di conoscere già bene La “Giornata nazionale della Colletta alimentare” proposta ieri in tutta Italia e anche in 98 negozi e supermercati di Valtellina e Valchiavenna. Poi c’è stata una minoranza che si è sottratta al gesto, chi con un rifiuto garbato, chi con parole sfuggenti, ma tutti rispettosi di un’iniziativa che anche quest’anno porterà tonnellate di alimenti nei magazzini gestiti della Fondazione Banco alimentare per essere poi redistribuiti a quattordici realtà caritative del territorio provinciale.

Universitari e scuole superiori

Lo sforzo congiunto degli organizzatori della “Colletta”, unito a quello dell’Associazione nazionale Alpini, di Caritas e Croce Rossa, di Comunione e Liberazione e di tante parrocchie, oratori e associazioni è stato anche ieri vincente. Unito alla disponibilità di proprietari e gestori dei punti vendita, che hanno aperto i propri spazi ai volontari e talvolta hanno dato uno stimolo ai propri clienti a partecipare alla “Colletta” con specifici prodotti scontati per l’occasione.

All’Iperal di via Vanoni, uno degli undici punti vendita del capoluogo in cui si è svolto il gesto della “Colletta”, accanto agli Alpini, addetti al confezionamento degli alimenti raccolti, erano presenti alcuni alunni dell’Istituto paritario Pio XII. A proporre a chi entrava al supermercato di aderire alla raccolta di generi di prima necessità i giovani degli oratori della città. Al mattino gli universitari e giovani lavoratori, al pomeriggio i ragazzi delle superiori.

«Ci tengo sempre a vivere questa giornata perché trovo che sia importante aiutare le persone più bisognose», ci ha confidato la ventunenne Pamela, cui ha fatto eco Alessandro, di un anno più grande, auspicando che la raccolta potesse essere fruttuosa. «Ogni anno - ha aggiunto il giovane - è bello ritrovarci per fare del bene che ci fa stare bene. La “Colletta” è un momento di aggregazione con uno scopo bello per gli altri, anzitutto per chi ha bisogno sul nostro territorio, nel nostro piccolo».

Secondo Jacopo, 19 anni, «questo tipo di iniziative non aiuta solo le persone più bisognose, cui vengono destinati i generi di prima necessità raccolti, ma promuove una mentalità aperta verso gli altri». Verso chi ha bisogno, per i quali «è bello spendere parte del mio tempo libero», ci ha detto Anna, al primo anno di università.

Con l’amica Sara hanno scelto di mettere da parte per alcune ore lo studio e condividere con il proprio gruppo dell’oratorio «un gesto che può apparire scontato, ma che fa vedere la grande generosità della gente».

Tra i volontari anche una classe dell’Itis Mattei, la seconda I, accompagnata dalla professoressa di Religione, Paola Luzzi. Dopo aver visto una presentazione dell’iniziativa in classe, gli alunni hanno scelto di uscire un’ora prima da scuola e partecipare alla “Colletta”.

Il coordinatore

A coordinare i volontari, in via Vanoni, c’era Aurelio Benetti. «La “Colletta” - ha affermato - chiede alla generosità delle persone di sostenere chi ha più bisogno, i poveri. E si ripete anche l’offerta del proprio tempo da parte di molte persone giovani e meno giovani. Qui si incontrano ottantenni e ragazzini di 10 o 12 anni, che vengono liberamente a dare una mano perché hanno capito il senso di questa iniziativa. E mettere insieme generazioni differenti è già un bellissimo risultato, come lo è la generosità di chi ormai ha assimilato il senso dell’iniziativa, si fida e dona gli alimenti».

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