C’è il via libera
alle seconde case
Anche in zona rossa

Le abitazioni di villeggiatura in regione. si possono raggiungere dal 21 dicembre al 6 gennaio

C’è il via libera alle seconde case Anche in zona rossa
La novità è emersa dopo la conferenza stampa del premier Conte: si possono raggiungere le seconde case anche durante le giornate rosse
(Foto di Lisignoli)

Lombardia e dunque provincia di Sondrio in zona gialla fino al 23 dicembre, poi una virata decisa sul rosso il 24, a Natale e Santo Stefano, un ritorno in arancione tra il 27 e il 30 e un nuova mano di rosso tra San Silvestro e i primi tre giorni dell’anno nuovo e poi ancora arancione il 4 gennaio e nuovamente rosso il 5 e l’Epifania. Un alternarsi di colori da far girare la testa anche ai più attenti, ancor più perché con regole differenti rispetto a quelle fin qui abbinate alle differente gradazioni, e da richiedere dunque specifici chiarimenti.

Le novità

Alla fine dopo una lunga giornata di attesa venerdì sera il decreto, insieme alla spiegazione nella conferenza stampa del premier divenuta ormai un classico di questo anno funestato dal covid, è arrivato con l’ufficialità delle limitazioni previste per tutto il periodo delle vacanze di Natale. E con le successive spiegazioni per i punti meno chiari.

La prima è arrivata dal Governo nella notte tra venerdì e ieri e riguarda le seconde case, tema particolarmente delicato per Valtellina e Valchiavenna regno indiscusso di abitazioni private per le vacanze soprattutto di milanesi e brianzoli. Ebbene, secondo l’interpretazione più permissiva del decreto Natale scelta dal presidente del consiglio Conte, le seconde case saranno sempre raggiungibili dal 21 dicembre al 6 gennaio purché si trovino all’interno della stessa regione di residenza e purché a muoversi siano un massimo di due adulti. Un computo da cui sono esclusi i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti comunque conviventi.

Si potranno così raggiungere le località turistiche dove, per tutto il periodo, indipendentemente da colorazione arancione o rossa, resteranno però chiusi bar e ristoranti a disposizione per il solo servizio di asporto. Resteranno sempre aperti invece supermercati, i negozi di beni alimentari e di prima necessità, farmacie e parafarmacie, edicole, tabaccherie, lavanderie, parrucchieri e barbieri, esercizi a cui, nelle giornate arancioni, si aggiungeranno anche gli altri negozi.

Quanto alle attività all’interno dei comuni, che siano di residenza o della seconda casa, restano valide le regole dettate dal decreto: tutti i giorni è possibile svolgere attività motoria, come per esempio le camminate, in prossimità della propria abitazione (massimo 100-200 metri) indossando la mascherina e stando ad almeno 1 metro di distanza dagli altri, nessuna limitazione invece per l’attività sportiva svolta all’aperto e da soli che si tratti di correre, di andare in bici o di ciaspolare o fare sci di fondo o alpinismo, tanto per citare gli esempi più classici delle nostre località turistiche di montagna. L’unica accortezza è non uscire dal comune di riferimento.

Spostamenti

Più complicato il tema degli spostamenti che ha subìto qualche modifica rispetto alle solite norme legate ai colori per cercare di andare incontro alle esigenze del periodo natalizio e che prende in considerazione le peculiarità di territori come quello della provincia di Sondrio costellato da piccoli o piccolissimi comuni.

Nei giorni di zona rossa, a tutti gli effetti un lockdown, questa volta a differenza del passato, è possibile effettuare uno spostamento al giorno, uno solo, per raggiungere parenti o amici purché all’interno della regione. Anche in questo caso come per raggiungere le seconde case, a muoversi possono essere un massimo di due adulti alla volta. Gli spostamenti, da effettuarsi tra le 5 e le 22, dovranno essere autocertificati.

Per le giornate arancione è stata introdotta una norma ad hoc per i comuni più piccoli, sotto i 5mila abitanti, dai quali ci si potrà spostare nell’arco di 30 chilometri purché la destinazione finale non sia il capoluogo. E dunque nessuna possibilità di entrare a Sondrio se non per andare a trovare parenti o amici.

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