Canovi: «Natale molto bene
Ora evento alle Cassandre»

Iniziative L’assessore traccia un bilancio positivo di questi mesi «In primavera faremo qualcosa di godereccio per la nuova passerella»

Canovi: «Natale molto bene Ora evento alle Cassandre»
Apprezzate le proiezioni su Palazzo Pretorio

Pista di pattinaggio su ghiaccio ancora aperta - e lo resterà fino al primo week end di febbraio -, archiviati con soddisfazione gli eventi natalizi - solo alcuni cancellati all’ultimo minuto a causa della pandemia - l’amministrazione comunale stila un bilancio del tutto positivo delle attività proposte a residenti e villeggianti durante le festività appena concluse e guarda già avanti, alla primavera perché mai come in questo momento c’è bisogno di progettare e sognare.

Quote diverse

E così se protagonista assoluta della stagione invernale è stata la Sondrio di sotto con le offerte organizzate attorno al centro cittadino, allo shopping di Natale, la bella stagione sposterà il baricentro un po’ più su, verso la Sondrio di sopra, in particolare tra Ponchiera e Mossini.

«Al di là delle incertezze legate alla pandemia che ci tengono sempre con il fiato sospeso - dice l’assessore comunale agli Eventi, Francesca Canovi - stiamo già lavorando a un evento per la primavera che avrà come protagonista assoluta la passerella delle Cassandre. Ci stiamo pensando da tempo e vorremmo riuscire a proporlo sotto forma di festa: un evento un po’ godereccio articolato su un week end basato sui tre pilastri fondamentali delle nostre iniziative: cultura, ambiente ed enogastronomia».

Canovi non si sbilancia troppo - «per i dettagli ci sarà tempo» dice -, ma racconta che sarà un evento tagliato su misura per valorizzare l’ambiente naturale circostante la passerella, quello delle Cassandre del Mallero appunto, «tenendo conto - aggiunge - della storia del nostro territorio e dei nostri prodotti tipici».

L’iniziativa avrà anche il senso di “recuperare” la festa con la cittadinanza per l’apertura della passerella visto che a causa del Covid l’inaugurazione è stata organizzata in forma ridotta, senza pubblico. «Abbiamo dovuto ridurre i numeri a causa delle limitazioni imposte dalla pandemia - dice Canovi - e questa sarà l’occasione per rifarci».

Nel frattempo, tra l’altro, potranno essere concluse anche le ultime opere sul ponte, a partire dall’illuminazione, così da consentirne l’apertura non solo nei week end e per poche ore. Circostanze che non hanno impedito alla passerella di diventare, insieme alla Big bench di Pradella, una delle mete preferite dei sondriesi e non soltanto.

Marketing

In attesa dell’evento primaverile, l’assessore Canovi fa una sorta di consuntivo delle attività programmate durante il periodo natalizio. «Siamo soddisfatti - dice -, abbiamo constatato un buon afflusso di pubblico a tutte le iniziative proposte. A parte la pista di pattinaggio che è sempre molto apprezzata e che continua a rimanere aperta per la gioia di bambini e ragazzi che la frequentano fin dal mattino, sono andati molto bene anche il trenino per i più piccoli e il videomapping su palazzo Pretorio. Quest’ultimo in particolare, mandato in onda integralmente anche sulle tv oltre che sui social, ha raggiunto un numero altissimo di visualizzazione e questo ci fa piacere perché comunque era proiettato sulla facciata del nostro municipio insieme al logo di Sondrio. Un tassello della strategia di marketing che stiamo portando avanti ormai da qualche tempo per attrarre turisti e visitatori».

Punto debole

L’unico punto debole nell’organizzazione natalizia sono stati i mercatini. C’era grande attesa per l’esordio delle casette che però non è stata del tutto ripagata dai risultati. Al di là degli spazi che hanno ospitato a turno le associazioni di volontariato che lavorano sul territorio e che hanno offerto prodotti e gadget ispirati al Natale, le altre hanno un po’ deluso. Nessun addobbo natalizio, palline o decori, per lo più cibo.

«Credo che il Covid abbia influito - dice Canovi - perché gli accordi con l’operatore privato cui abbiamo affidato l’organizzazione era che solo il 30% avrebbe dovuto vendere prodotti alimentari. Credo che il problema sia stato nella ricerca degli espositori legati al Covid. Ci sono state anche delle defezioni dell’ultimo minuto. Per l’anno prossimo vedremo se rifarlo in questo modo o ripensarlo in un’altra chiave».

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