Campi e scambi. L’esperienza di “vivere” il mondo
Da sinistra: Camilla Marchesi, Chiara Bisagno, Cinzia Franchetti ed Elena De Filippis

Campi e scambi. L’esperienza di “vivere” il mondo

L’intermeeting. Presentata l’iniziativa di tre Lions che offre una grande opportunità di conoscenza. Sono 17 le destinazioni previste per i partenti italiani.

«Non importa il Paese dove si va, ma conta l’esperienza che viene fatta. Un’esperienza di vita e di crescita. Non è un viaggio turistico o un viaggio per imparare l’inglese, ma un’opportunità per creare e stimolare uno spirito di comprensione tra tutti i popoli del mondo, cominciando a far incontrare i più giovani, perché crescano senza pregiudizi e con un’apertura mentale capace di considerare gli altri come un’occasione d’incontro, che porta arricchimento reciproco e non semplicemente dei “diversi”».

Lo ha detto forte e chiaro Cinzia Franchetti, responsabile office distrettuale campi e scambi giovanili nell’intermeeting, tenutosi a Tresivio, su iniziativa dei tre Lions Tellino, Bormio e Morbegno con i relativi rappresentanti. Il messaggio è passato non solo fra i soci e gli ospiti, ma soprattutto fra i ragazzi che erano presenti: sia gli aspiranti partecipanti a futuri scambi sia chi ha provato questa avventura e l’ha raccontata al pubblico. «Il Lions international sostiene economicamente questo service e devo dire che sono soldi spesi bene - ha affermato Franchetti -. Permettiamo ai ragazzi fra i 16 e i 21 anni di fare un’esperienza di vita in uno dei Paesi del mondo dove ci sono i Lions. Stiamo parlando di un’organizzazione a livello internazionale, consolidata e tutelata per cui il ragazzo viene accompagnato da quando fa domanda fino al ritorno dalla sua esperienza».

I ragazzi possono essere ospitati o presso un campo, che è una struttura con un programma e la presenza di un direttore, oppure in una famiglia. Chi sceglie il campo avrà modo di confrontarsi con i giovani che vengono dalle altre parti del mondo, chi sceglie la famiglia potrà anche approfondire usi e costumi del popolo ospitante. I soggiorni vanno da tre settimane fino ad un mese per gli Stati più lontani. «L’anno scorso abbiamo ospitato 15 ragazzi al Campo Valtellina a Bormio e, dal nostro distretto (che comprende Sondrio, Como, Lecco, Varese e Monza Brianza), ne sono partiti 21 di cui 12 in Paesi extraeuropei - ha proseguito -. La valenza di questo investimento riguarda la crescita valoriale dei giovani. Molti ragazzi, nel report, ci scrivono che è stata l’esperienza più bella della loro vita. Molti lasciano, magari per la prima volta, la famiglia, devono affrontare situazioni che non conoscono e attivare le risorse personali. Ovviamente il Lions li accompagna ed è pronto ad intervenire in caso di emergenza. I giovani rafforzano, così, individualità e personalità. Lo scambio (a carico della famiglia c’è solo il costo del viaggio) incrementa autostima, responsabilità, orgoglio della cittadinanza. Insomma i giovani diventano più grandi quando tornano. Per noi del Lions ciò rappresenta la speranza del futuro e la certezza di aver seminato per una società civile e democratica. La loro gratitudine è il nostro riconoscimento».

Fra poco partirà un ragazzo per la Nuova Zelanda e sono già numerose del richieste per il 2020 (le destinazioni – va precisato – vengono sorteggiate). C’è poi chi, come Federico Saligari, 21 anni di Grosotto (dopo essere andato egli stesso all’estero prima), ha fatto l’esperienza al contrario, quella di host family, visto che ha ospitato una ragazza americana (che ha pure portato a prendere funghi nei boschi valtellinesi): «Per me è stato un grande arricchimento culturale».

Al Campo Valtellina la disponibilità è di 13 posti per gli stranieri, mentre 17 saranno le destinazioni per i partenti italiani.


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