Cade elicottero vicino al Maloja. Tre a bordo, nessun ferito

L’incidente ieri mattina Intanto nel Veronese si sono tenuti i funerali del pilota morto ad Albosaggia

Cade elicottero vicino al Maloja. Tre a bordo, nessun ferito
L’elicottero EC 130 caduto ieri a Isola di Maloja

Non è un periodo facile per gli appassionati del volo in elicottero, considerato che, a pochi giorni dall’incidente avvenuto il 10 agosto scorso ad Albosaggia, e a ridosso del funerale del pilota rimasto vittima, Giovanni Murari, un altro elicottero è precipitato nella vicina Engadina, ad Isola di Maloja.

È accaduto ieri poco prima delle 11 ed ha coinvolto un elicottero privato EC 130 (Eurocopter, francese), proveniente dall’aeroporto di Samedan e diretto in Francia, con tre persone a bordo. Uscite con le loro gambe dal velivolo, fortunatamente, e riportando solo lievi traumi, nonostante il velivolo non abbia toccato il suolo in modo del tutto consono, perché, si è appoggiato su un fianco. Il che lascia pensare che la manovra di emergenza, in autorotazione, sia riuscita a metà, anche se l’effetto salvavita per i passeggeri c’è stato.

Nulla è dato sapere dalle autorità elvetiche, circa la loro nazionalità perché si limitano a dire che trattasi di cittadini stranieri: tuttavia, essendo diretti in Francia, è lecito ipotizzare che possano essere francesi. Persone che, assistite dal personale sanitario svizzero e della Rega, sono state condotte in ospedale, a Samedan per accertamenti.

Nel mentre, poche ore dopo, precisamente alle 16.30, in Veneto, a Pressana, in provincia di Verona, una folla si è radunata nella chiesa di Santa Maria Assunta, per l’ultimo saluto a Giovanni Murari, 60 anni, il comandante pilota delle Eurotech Helicopter di Caiolo, padre di due figli, morto dopo essere piombato al suolo ad Albosaggia con il suo Robinson R22 privato, al termine di un giro turistico che aveva fatto fare ad un 17enne di Abbadia Lariana.

Presente al funerale, anche Roberto Grazioli, patron delle Eurotech, suo datore di lavoro da 8 anni e tre mesi: Murari, istruttore di volo, era una delle sue colonne. Presenti anche Roberto Venini, imprenditore edile di Abbadia Lariana, e la moglie, cugina diretta di Giovanni Murari. Venini, mercoledì 10 agosto, aveva portato suo figlio e un amico del ragazzo a Caiolo per fare un giro con Giovanni.

Il figlio di Venini ha fatto il primo giro ed è rientrato a Caiolo senza alcun problema, mentre il suo amico 17enne, pure di Abbadia, è rimasto ferito, anche se da mercoledì è tornato a casa in convalescenza e sta abbastanza bene.

Grande la commozione in chiesa, dove il parroco don Dino Rampazzi ha concelebrato con don Ezio Raimondi, parroco di Capriate San Gervasio (Bergamo) residenza di Murari e della famiglia. Presente anche don Piermario Marzani, sacerdote della diocesi di Lodi, grande amico del pilota defunto.

Nel primo banco si sono seduti i figli, Stefano, 22 anni, con due rose rosse in mano che ha poi deposto sulla bara al cimitero e Matteo, 20. Dietro mamma Cristina, ex moglie di Murari, circondata dall’affetto delle sorelle del defunto, Maria, Gemma, Gabriella, e del fratello maggiore Augusto.

Il ritratto di una persona che credeva nei valori dell’onestà e dell’amicizia, hanno consegnato, i sacerdoti, ai fedeli, ricordando la sua passione giovanile per i motori e per il volo. «Ora, Giovanni, è volato tra le braccia amorevoli del Padre», ha sugellato il parroco di Pressana.

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