Artigiani derubati: Milano fa paura

Sergio Crippa racconta la sua recente esperienza: «Mi hanno svuotato il furgone». Negli ultimi mesi sono diversi i casi registrati (e denunciati) dai padroncini in trasferta fuori provincia.

Artigiani derubati: Milano fa paura
Anche nei cantieri edili si verificano spesso furti di costose attrezzature

Agiscono di notte, ma entrano in azione anche in pieno giorno. In pochi secondi riescono ad aprire il portellone e una volta dentro il furgone lo svuotano di tutto punto: attrezzature costose, ma anche minuteria. «Mi hanno rubato persino un paio di scarpe da ginnastica che tenevo di ricambio sul mezzo di lavoro». Sergio Crippa 61 anni, noto artigiano, attivo nel settore dei tendaggi e dei rivestimenti, è uno degli imprenditori malcapitati che a Milano non ha solo trovato clienti, ma anche guai.

«Lo scorso 21 aprile ho posteggiato il furgone davanti ad un palazzo signorile, lungo viale Brianza. Ho pernottato in zona perché avevo un lavoro da fare in quel quartiere. Al mattino scendo per prendere materiale e attrezzatura e non c’era più nulla!». Bottino?, chiediamo. «Circa 3mila euro». All’artigiano sondriese - che vive e lavora in Valtellina dal 1987 - non è rimasto che rivolgersi alle forze dell’ordine e denunciare il furto.

«Mi sono recato al commissariato più vicino e ho sporto denuncia - racconta -. Mi sono sentito come un marziano perché a Milano i furti sono all’ordine del giorno. Ho capito immediatamente che il mio fascicolo sarebbe rimasto sulla scrivania e per questo mi sono adoperato per fare in modo che le immagini della videosorveglianza del palazzo davanti al quale ho posteggiato venissero subito acquisite dagli agenti. Ma credo sia inutile pretendere attenzione. Del resto chi glielo fa fare a un agente perseguire un crimine che la legge punisce in modo blando? E così mi sono sentito ancora più frustrato. Ma possibile - mi domando - che in questo Paese si debba rimanere inermi e indifesi quando si è nel giusto?».

L’esperienza capitata al signor Crippa a quanto pare non è un caso isolato. «Purtroppo ho scoperto che altri colleghi valtellinesi sono stati derubati. A loro, addirittura, è capitato di giorno. Stesso modus operandi. Evidentemente siamo in presenza di una banda più che specializzata, che prende di mira i padroncini, li tiene d’occhio e al momento opportuno li deruba per poi rivendere la merce sul mercato nero. Un mercato che viene alimentato grazie alla domanda sempre forte che c’è per questo genere di attrezzatura. E non credo che siano solo i privati a richiedere trapani ultra professionali...».

Infatti, spesso sono proprio i piccoli artigiani a essere interessati a questa merce di provenienza furtiva. A volte gli acquisti sono incauti, altre volte, invece, si è complici a tutti gli effetti di ricettazione. «Ma in un caso o nell’altro si è sempre nel torto. E credo che se tutti noi dicessimo no a questa gente, aiuteremmo le forze dell’ordine ad arginare un problema che sta assumendo proporzioni inimmaginabili e che ci condiziona fortemente nella crescita. Da parte mia a Milano non ci vado più a lavorare, a meno che il cliente non mi garantisca un parcheggio custodito».

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