Arnie distrutte, è stato l’orso

«Nessun pericolo per l’uomo»

Provincia e Ats confermano che è stato l’animale a provocare i danni in Val Fontana.

Arnie distrutte, è stato l’orso «Nessun pericolo per l’uomo»
Le arnie distrutte nei giorni scorsi in Val Fontana dall’orso

«Non dobbiamo avere paura dell’orso in generale, tanto meno qui in provincia dove girano soltanto esemplari maschi. Certo non possiamo dire che tutta la fauna selvatica sia totalmente innocua, ma dall’esperienza e dalle conoscenze acquisite possiamo affermare che gli orsi, che hanno frequentano e frequentano la Valtellina, sono schivi e timidi; appena vedono o sentono uomo scappano». Parla Maria Ferloni, tecnico faunistico della Provincia e referente territoriale per i grandi carnivori, cercando in questo modo di rassicurare residenti e turisti allarmati alla notizia di poter incontrare un plantigrado di questo tipo nei boschi.

Provincia e Ats, infatti, hanno confermato che l’animale che la settimana scorsa ha distrutto sette delle 48 arnie che l’apicoltore di Villa di Tirano, Peter Moltoni, ha collocato in Val Fontana, nel territorio comunale di Ponte in Valtellina, è un orso. Da qui i timori da parte della popolazione in questa stagione dove i sentieri escursionisti e la montagna in generale sono affollati di valtellinesi e villeggianti.

«Quando l’orso si rende conto della presenza dell’uomo si allontana e, spesso, lo fa prima che noi ci accorgiamo di lui - precisa Ferloni -. In alta montagna potrebbe capitare di vederlo alla mattina presto. Se è molto lontano consiglio di osservarlo, è un avvistamento molto emozionante che arricchirebbe la nostra gita. Se fosse vicino, ma è molto raro, si suggerisce di farsi notare, cioè fare in modo che si accorga di noi prima di arrivargli vicino. L’orso se ne andrebbe o, alla peggio, resterebbe indifferente. L’uomo non è una preda per l’orso, anzi l’orso ha paura dell’uomo, perché sa che è pericoloso».

Tornando al caso della Val Fontana, Ferloni spiega che «gli esiti delle analisi hanno richiesto qualche giorno in più. Gli elementi sono stati raccolti sotto l’acqua battente, perché il giorno del sopralluogo diluviava. Dai reperti e dall’indagine sui telai delle api predate, abbiamo stabilito in accordo con Ats di attribuire all’orso la predazione. Non abbiamo certezza, perché foto non ce ne sono, ma è più probabile che sia stato lui e non il contrario. Ora parte la pratica di risarcimento totale al proprietario degli alveari, cui abbiamo proposto anche di fornirgli in maniera gratuita un recinto elettrificato, ma Moltoni ha deciso di spostare le arnie in provincia di Parma. Ho anche detto a Moltoni che l’apicoltura è compatibile con la presenza dell’orso, ci mancherebbe che dobbiamo scappare. In tutte le esperienze avute, laddove c’è stato un danno e abbiamo messo recinto, l’orso non ha più predato. Ovviamente il recinto deve essere tenuto bene».

Quanto al misterioso orso, dopo la Val Fontana non ci sono state più segnalazioni né sono state avvistate impronte.

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