Addio all’architetto Piercarlo Stefanelli.
Sempre in prima linea

Lutto Colpito da malore, spirito indomito fino all’ultimo. Aveva 86 anni. Alcide Molteni: «Una personalità vivace e colorata». Ermanno Simonini : «Perdiamo uno storico compagno»

Addio all’architetto Piercarlo Stefanelli. Sempre in prima linea
Piercarlo Stefanelli, nato a Lodi nel luglio del 1935, si è spento ieri mattina dopo un improvviso malore

Il respiro incespicava da tempo, la bombola d’ossigeno che ne accompagnava i passi in casa - non fuori perché la versione “da passeggio” l’ospedale non gliel’aveva fornita con suo grande rammarico - non ne aveva però fiaccato né lo spirito, né l’intelligenza acuta e curiosa.

Uno spirito indomito e sempre giovane, una personalità «vivace e colorata» come dice Alcide Molteni, che sembrava essere in grado di superare ogni sofferenza. Per questo, anche per questo, la notizia della morte di Piercarlo Stefanelli, 86 anni, ieri di prima mattina ha colto alla sprovvista. Tutti conoscevano il precario stato di salute in cui versava, ma anche le sue doti da combattente.

Soltanto un malore improvviso è riuscito a strapparlo dalla vita cui aveva sempre guardato con allegria e ottimismo, anche quando lo aveva messo a dura prova portandogli via prima l’amata moglie Bianca e poi l’amico fraterno Sandro Sozzani. «Un altro pezzo dei colori che hanno caratterizzato la storia di questa città viene strappato, lacerato da questa perdita - dice Molteni che lo volle come vicesindaco e assessore all’Urbanistica delle sue prime due giunte dal 1995 al 2003 -. Stefanelli ha rappresentato nella vita di Sondrio quell’anima piena di vivacità, ma anche di cura, di attenzione e di bellezza. Quando si facevano le opere conveniva farle bene, ma anche belle, questa era la sua filosofia».

Pensatore visionario

La stessa che ha dimostrato nella sua ultima indefessa battaglia per la salvaguardia della Sassella la cui integrità è minacciata dal cavalcavia progettato da Anas. Stefanelli ha prima ideato un sottopasso da contrapporre a quella strada troppo alta e poi, quando Anas ha bocciato la sua proposta, pur nella delusione ha subito trovato un’alternativa, mettendo sul tavolo, con tanto di disegno, l’ipotesi di una rotonda unica all’incrocio con il ponte di Caiolo e rilanciato l’idea della metropolitana leggera di Valle da realizzare sulla ferrovia, di cui per primo aveva parlato più di vent’anni fa, precursore visionario com’era. Era il 9 giugno quando uscivano i suoi disegni, l’altro ieri.

L’impegno per la città

Nato a Lodi nel luglio del 1935, laureato in architettura al Politecnico di Milano e dal 1975 iscritto all’Ordine professionale della provincia di Sondrio, Stefanelli ha sempre dimostrato una capacità unica nel saper leggere la realtà, nel precorrere i tempi con visioni a tratti oniriche ma sempre concrete. All’impegno da professionista che lo ha visto lavorare ad alcuni dei progetti più importanti della città - dal quartiere della Piastra alla Garberia - ha affiancato quello politico, sociale e civile.

Appassionato amministratore prima e cittadino poi, è sempre stato un prezioso alleato di Sondrio riconoscendone le enormi potenzialità inespresse. È stato il primo a ipotizzare un collegamento verticale tra la Sondrio di sotto e il Castel Masegra anche in ottica turistica, a identificare il centro storico come centro commerciale naturale all’aperto, a rivendicare per i grandi spazi inutilizzati della città (ex Fossati, Moncucco, San Lorenzo) un riuso a fini accademici, improntati alle tradizioni enogastronomiche del territorio e all’ambiente, per attrarre giovani da fuori provincia. Guardava con grande affetto e speranza alle nuove generazioni, era così fiero dell’avventura da viticoltore di uno dei nipoti.

La politica

Politicamente aveva aderito al Partito socialista. «Perdiamo uno storico compagno, militante e dirigente della federazione provinciale del Psi - ricorda Ermanno Simonini -. Già direttore del giornale “Il lavoratore valtellinese”, Stefanelli ha condiviso con noi tante battaglie finalizzate al bene comune. Dotato di una grande umanità e capacità di confronto e di mediazione si è sempre battuto a favore dei più deboli, ispirato dai profondi principi socialisti di eguaglianza, libertà e giustizia su cui non ha mai accettato e tollerato compromessi».

E la sua spinta verso gli altri, contro ogni diseguaglianza, lo ha portato nel 2019 a dare vita all’associazione politico-culturale “Oltre i muri” di cui era presidente. «La sua morte è una perdita non solo per l’associazione ma per tutto il dibattito culturale politico in provincia - ricorda Angelo Costanzo -. Le sue ultime battaglie ne sono un esempio. Lascia una preziosa eredità di lotte culturali sul tema della diversità, ma oggi ci sentiamo tutti un po’ orfani». Come tanti, come quelli che hanno fatto un pezzo di strada con lui. «Le parole altererebbero le emozioni - conclude Molteni -. I momenti che abbiamo vissuto sono la nostra storia e fanno parte della tristezza di ricordare quello che è stato».

La cerimonia di commemorazione di Stefanelli, come fu per il suo amico Sandro, si terrà domani pomeriggio alle 16 nel cortile di palazzo Pretorio.

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