Accoltellò la moglie

Condannato a 6 anni

per tentato omicidio

Chiesa in Valmalenco. Il dramma nel dicembre 2019

Accoltellò la moglie Condannato a 6 anni per tentato omicidio
La casa in via Bernina a Chiesa dove è avvenuto il tentato omicidio

L’11 dicembre del 2019, durante una lite, l’ennesima, tentò di uccidere la moglie con un coltello e un seghetto da giardinaggio, lasciandola in bilico tra la vita e la morte. La donna si è poi ripresa e ora il responsabile del gesto, Claudio Pedrotti, 54 anni, rappresentante di commercio di Chiesa in Valmalenco, è stato condannato a sei anni di reclusione per il tentato omicidio di Barbara Zanella, 51 anni. Lo ha deciso il giudice dell’udienza preliminare Pietro Della Pona, che lo ha giudicato con rito abbreviato a Sondrio.

All’epoca dei fatti la coppia non viveva più insieme da tempo a causa dello stato di salute di lui, afflitto da problemi depressivi. Ma nonostante moglie e figlia si fossero trasferite a Sondrio, i coniugi si vedevano ancora. Non solo: anche la famiglia di lei era rimasta costantemente vicina a Pedrotti, che ha continuato a vivere a Chiesa in Valmalenco.

Quel drammatico mercoledì l’uomo, dopo aver quasi ucciso la consorte, tentò di togliersi la vita aprendo il gas. Fu l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ad evitare che ci fosse anche un esplosione. La Procura gli ha contestato anche il reato di strage, proprio per avere messo a repentaglio la pubblica incolumità, ma la contestazione non ha retto: il giudice ha infatti assolto Pedrotti da questo capo di imputazione «perché il fatto non sussiste». L’imputato è stato invece condannato con rito abbreviato (quindi con lo sconto di un terzo sulla pena) a 6 anni di reclusione per tentato omicidio. Il Pubblico ministero Elvira Antonelli ne aveva chiesti 15.

Il giudice, a differenza delle richieste del pm, ha riconosciuto all’imputato l’attenuante del vizio parziale di mente e ha stabilito che, una volta scontata la pena, Pedrotti dovrà trascorrere almeno tre anni in una residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (una cosiddetta “rems”), ossia una struttura sanitaria di accoglienza per gli autori di reato affetti da disturbi mentali e socialmente pericolosi. Per Pedrotti, difeso dall’avvocato Vittorio Spini, è stata anche decisa l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, oltre che l’interdizione legale e la sospensione dall’esercizio della responsabilità genitoriale, per il periodo di durata della pena.

Pedrotti è stato infine condannato a risarcire la moglie, costituitasi parte civile con l’avvocato Gianfranco Conforti. L’ammontare del risarcimento sarà stabilito in sede civile, intanto lo ha condannato al pagamento di una provvisionale di 50mila euro.

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