«Abbattuti? Noi più juventini che mai

Penalizzazione La sentenza fa discutere il polo bianconero, che sembra essersi ricompattato intorno alla squadra Scherini: «I tifosi ora sono più compatti» - Rigamonti: «Regole poco chiare» - Marieni: «Dirigenti un po’ “polli”»

Una decisione difficile da comprendere, irrispettosa nei confronti dei tifosi, ma che compatterà ancora di più proprio i supporter e l’intero ambiente bianconero: sono queste le sensazioni predominanti tra i sostenitori della Juventus la mattina dopo la decisione di penalizzare la società di Torino di ben 15 punti per irregolarità nelle plusvalenze.

«Sinceramente è assurdo, una pagliacciata - ha commentato senza mezzi termini Max Scherini, presidente dello Juventus Club Terza Stella -. La Procura aveva chiesto nove punti di penalizzazione e ce ne hanno dati 15, per giunta a campionato in corso. È irrispettoso nei confronti dei tifosi e poi la Juventus le plusvalenze le ha fatte da sola? Sono rimasto davvero basito: o si regolarizza in maniera chiara la questione plusvalenze altrimenti credo che siano obbligati a colpire trequarti di serie A».

Voglia di andare allo stadio

Se però si può pensare a una Juventus in disarmo e depressa dopo la penalizzazione, non c’è nulla di più sbagliato: «I tifosi ora sono ancora più compatti - ha proseguito Scherini -, c’è ancora più voglia di andare allo stadio e sostenere la squadra. Anche a livello personale, se prima stavo pensando di “passare la mano” e cedere la guida del club, visto che è un bell’impegno, ora di certo non mi tirerò indietro».

Non parla di “pagliacciata” e di decisione assurda, ma anche secondo Michele Rigamonti, tifoso juventino, imprenditore e presidente del Sondrio calcio, c’è qualcosa di poco chiaro nel provvedimento inflitto alla società bianconera: «La sentenza fa male al calcio in generale - ha spiegato Rigamonti - e poi servirebbe un po’ più di chiarezza sia nelle regole sia nel capire se ciò che viene contestato è stato effettivamente commesso. Se così fosse giusto pagare e anche subito, ma sinceramente non è chiaro fino in fondo quello che è successo».

Le dimissioni

«Tra l’altro non mi convince il fatto che si siano dimessi tutti i dirigenti - ha continuato Rigamonti - e Agnelli anche da altre società della famiglia. Proprio Agnelli ha dato vita a un progetto ambizioso, vincere non era automatico: ora però si è chiuso un ciclo e non vorrei che tutto questo facesse “comodo” anche alla Juve per ripartire da zero anche a livello dirigenziale. O magari, ora la Juventus sta pagando per la storia della Superlega con cui è andata a toccare determinati meccanismi. In ogni caso, credo che la penalizzazione di punti vada assegnata solo se l’illecito è anche sportivo e non solo fiscale».

Secondo Luca Marieni, allenatore dell’Ardenno Buglio, formazione che milita in Seconda categoria, quanto sta accadendo sarebbe finalmente una buona occasione per tornare a un calcio che sia di nuovo più sport e meno business. «Premesso che le plusvalenze le fanno tutte le società e che non ho seguito bene la vicenda - ha evidenziato il tecnico, tifoso juventino -, credo che i dirigenti della Juve siano stati un po’ “polli” e ci sono intercettazioni da cui emerge che probabilmente qualcosa di sbagliato hanno fatto. In questi ultimi anni la Juve ha perso dirigenti importanti, sostituiti con altri non all’altezza e ha commesso vari errori, essendo poi costretta a ricorrere ai “magheggi” che ora le vengono contestati».

Troppo business

«Il calcio purtroppo - ha concluso Marieni - è sempre più business e sempre meno sport: noi in Seconda siamo costretti a far giocare i fuoriquota, mentre anche in serie C ci sono sempre più stranieri. Bisognerebbe ridimensionare il giro di soldi nel mondo del calcio, far crescere sempre più giovani italiani, come comunque alcune società hanno ancora il coraggio di fare e poi allora sì, fare delle plusvalenze “vere”».

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