Lunedì 06 Settembre 2010

Sovraffollato il 70% delle classi
12mila istituti a rischio sicurezza

ROMA Mentre dal governo arrivano gli attesi fondi per la messa in sicurezza degli istituti più a rischio, pari a tre tranche che corrispondono a quasi un milione di euro complessivi, con l'avvio del nuovo anno scolastico cresce il numero di classi che superano il limite massimo, imposto per legge, di 25 alunni. I sindacati lamentano che nei licei scientifici la situazione è allarmante: a superare la norma sarebbero quasi il 70% delle classi.
Il "tetto" è stato introdotto per la prima volta con l'articolo 12 della legge n. 820 del 1971, poi ribadito nel articolo 5 del decreto ministeriale del 26 agosto 1992 e dall'ordinanza emessa il 17 dicembre 2009 dalla terza sezione del Tar del Lazio: in tutte le disposizioni si spiegava che la costituzione di classi affollate eleva non solo i rischi per l'incolumità in caso di emergenza, ma costituisce anche una minaccia alla salute in caso di malattia.
Malgrado la normativa parli chiaro, negli ultimi anni gli Uffici scolastici locali, Usp e Usr, hanno continuato ad attivare classi over 25. Soprattutto nei primi anni di corso delle superiori, dove per attuare la politica dei tagli attuata con la legge 133/08 la deroga è diventata quasi una prassi. E il prossimo anno non sarà da meno. Anzi. Un esempio? Al liceo Tacito a Roma, due prime classi sono state formate da 35 e da 33 studenti. Ma anche nei professionali spesso si arriva a 30 iscritti, con seri problemi per lo svolgimento delle esperienze di laboratorio.
Per il leader della Flc-Cgil, Domenico Pantaleo, avviare il nuovo anno scolastico «in queste condizioni» comporta dei gravi rischi perchè «manca qualsiasi requisito di sicurezza». Anche perché, incalza il Codacons, le classi affollate spesso vengono collocate in strutture non a norma: per l'associazione dei consumatori quasi un istituto scolastico italiano su tre non è a norma.
Il Codacons sostiene che dei rischi è ben cosciente anche il Miur, dove è presente «un documento segreto» che enuncia, regione per regione, tutti gli istituti con gravi criticità. Dal documento, realizzato a seguito di un monitoraggio disposto nel gennaio 2009 dall'intesa Stato-Regioni ed effettuato in tutte le scuole italiane, risulterebbe che gli istituti che presentano «gravi criticità», a volte talmente gravi di potere diventare potenzialmente rischiose per la salute di studenti, insegnanti e personale scolastico, sono ben 12mila.    
Qualcosa, però, si sta muovendo. Il ministro Gelmini ha di recente annunciato che il Cipe ha finalmente sbloccato 375 milioni di euro «destinandoli a interventi urgenti per l'edilizia scolastica». «Si tratta della prima di tre tranche - ha aggiunto il responsabile del Miur - che alla fine dovrebbero garantirci finanziamenti per 800 milioni». Tra le priorità indicate dal ministero dell'Istruzione figura il 5% di scuole dove sono ancora presenti tracce di amianto: i primi interventi proprio per sanare le 2.400 scuole con amianto.

a.cavalcanti

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