Giovedì 08 Luglio 2010

Ilaria D'Amico: italiani e calcio
si sceglie la mediocrità

Bella, intelligente e con le idee ben chiare. A costo di essere politicamente scorretta e risultare alla fine magari anche un po' antipatica.
Ma Ilaria D'Amico sa che la sua dote principale è essere sincera all'estremo, di rifiutare le ipocrisie collettive. Come quelle, ad esempio, che governano il mondo del calcio e il nostro essere popolo.
"Noi italiani siamo come la nazionale, campioni del salto in basso" ha detto al settimanale "A": "Siamo partiti sicuri, abbiamo affrontato le prime partite con sufficienza e siamo stati spazzati via. La cosa strana è che nel paese dell'approssimazione e delle non regole si pretende che la nazionale sia un modello di disciplina. E così, invece di essere gestito, il talento viene azzerato. Si preferisce la mediocrità obbediente, quella capace di un compitino senza fantasia. Il genio spaventa".
Ma la bella Ilaria non ha voluto smentire i suoi accenti critici verso il premier, pèrendendo ad esempio lo spunto dalla presenza di una segretaria della regione Lazio - la bionda e bella Federica Gagliardi-  nello staff di Berlusconi durante il G20 di Toronto: "I casi sono due - ha annotato con malizia la D'Amico-. O le segretarie della presidenza del Consiglio erano tutte malate, e il premier è stato costretto a farsene prestare una dalla Regione Lazio. Oppure ci ha voluto solo far sapere  che, finché sarà a Palazzo Chigi e avrà questo consenso popolare, il governo è lui, gli aerei di Stato sono suoi e quindi fa come gli pare. Ritiene suo diritto comportarsi come se fosse a Villa Certosa. È la Casa delle libertà? Bene, lui se le prende tutte".

u.montin

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