Lunedì 14 Giugno 2010

Belgio, voglia di scissione
E la Lega Nord tifa Fiandre

Il Belgio svolta... verso la scissione. Non accadrà, con tutta probabilità, ma la vittoria del partito separatista fiammingo nelle Fiandre rilancia le paure sul futuro di questo Paese in cui la contrapposizione fra il Nord - fiammingo - e il Sud - Vallonia - rischia di portare alla disgregazione.
La scelta belga però rischia di avere effetti anche più ampi. Ad esempio in Italia dove Mario Borghezio, esponente della Lega Nord, secondo il quale il voto nelle Fiandre "è un modello per noi. Il successo elettorale dei partiti secessionisti fiamminghi - il maggiore dei quali, moderato e liberale, è espressione della migliore società civile fiamminga - ha, per noi Padani, un significato ben preciso. L'Europa più moderna e liberale - ha aggiunto Borghezio - ci indica la via, prima o poi (meglio prima) da seguire per raggiungere l'obiettivo dell'autodeterminazione"
Tuttavia nella pratica, in Belgio, le cose potrebbero andare in maniera diversa. Infatti, sommando i voti valloni e fiamminghi, il primo partito sono i socialisti e le forze anti-scissione hanno una solida maggioranza in parlamento. Anche se l'essere il primo partito nella zona più avanzata del paese - le Fiandre, appunto - porta il partito N-Va a far sentire il suo peso sull'intero Paese
La ripartizione dei seggi nel Parlamento federale del Belgio, al 97% dei voti scrutinati, vede i separatisti dell'N-va a 27 seggi, mentre i socialisti francofoni a 26.
Tuttavia, complessivamente, la famiglia socialista, se ai seggi dei francofoni si sommano anche quelli dei socialisti fiamminghi dell'Sp.a, arriva a 39 seggi. I liberali fiammighi Open Vld ottengono 13 seggi, quelli francofoni Mr invece 18.
I cristiano-democratici fiamminghi Cd&V sono a 17 seggi e il CdH francofono a 10. Gli ecologisti francofoni ottengono 8 seggi e i cugini fiamminghi Groen 5, mentre la destra Vlaams Belang si ferma a 12 seggi.

u.montin

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