“Parole in Silenzio”, un suggestivo viaggio poetico di generazioni a confronto

Come eravamo noi adulti da adolescenti ? Quante volte capita di domandarcelo, ma spesso fatichiamo a trovare una risposta. Leggiamo gli eventi alla luce delle nostre esperienze successive, minimizziamo le ingenuità del passato e finiamo per dimenticare ciò che siamo stati , quasi fossimo nati già con la cravatta e la ventiquattrore in mano. È per questo che oggi, quando vediamo i ragazzi ridere a crepapelle, piangere e soffrire come se il mondo dovesse finire l’indomani, vestire con abiti sgargianti e con tagli di capelli che sfidano la forza di gravità, scuotiamo la testa con un pizzico di disapprovazione, sentendoci tanto diversi da questi chimerici “giovani d’oggi” . Senza dubbio le nuove generazioni sono molto diverse dai ragazzi di venti, trent’anni fa: l’avvento dei social network e la globalizzazione hanno rivoluzionato il nostro modo di comunicare , abbattendo certe distanze per inasprirne altre. Si tratta di cambiamenti tanto repentini che alimentano l’idea che le diverse fasce d’età siano ormai isolate, incapaci di comprendere appieno le sfide e le esperienze reciproche. Ma è davvero così? Attraverso la sua raccolta di poesie e pensieri, Flavia Castaldo trova un terreno comune per mettere a confronto le passioni, i desideri e le speranze degli adolescenti di ieri e di oggi, portandoci a comprendere che, forse, in fondo non siamo poi così diversi.

“Parole in silenzio” è l’esordio letterario di Flavia Castaldo per il Gruppo Albatros il Filo . Uno straordinario esperimento di comunicabilità e inclusione , ricco delle emozioni e delle esperienze che uniscono le generazioni, al posto di dividerle. Il terreno sul quale si muove l’autrice è quello della scuola , nel quale opera da oltre quindici anni: nella sua lunga esperienza ha accompagnato nel difficile percorso di crescita generazioni di studenti, godendo del privilegio di osservarne i cambiamenti, di partecipare ai momenti più critici e ai successi più emozionanti. È nel tentativo di non dimenticare, di sfidare il tempo e i suoi mutamenti che Castaldo sceglie di mettersi a nudo, di raccontarsi e raccontare i suoi ragazzi attraverso il linguaggio comune della poesia .

Le due sezioni che compongono il libro racchiudono da una parte i pensieri poetici dell’autrice , scritti durante il periodo della sua adolescenza, dall’altra i versi di alcuni suoi alunni . “Nonostante la distanza storica tra le scritture e i cambiamenti epocali, soprattutto alla luce degli attuali avvenimenti che hanno accelerato il divario generazionale, i temi , che spontaneamente affiorano dall’animo all’analisi dei sensi, non divergono : la solitudine, la paura, l’amore, il coraggio, il senso di vuoto sono i fili che intessono le trame della tela di una crescita interiore senza tempo ”, racconta l’autrice nella premessa alla raccolta, in cui spiega il motivo che l’ha spinta a lanciarsi in questa impresa letteraria. Il risultato è senz’altro un confronto notevole, in cui emergono in maniera chiara tutti quegli elementi di congiunzione che, se presi in considerazione, possono realmente costruire elementi di dialogo, di apprendimento e crescita tra le generazioni.

Mettendo a confronto le due sezioni, notiamo immediatamente una differenza stilistica . La prima, scritta da Castaldo adolescente, riflette la brevità quasi ermetica di quel periodo. Essa agisce come una finestra sul passato , rivelando tutta la pudicizia e la cautela emotiva tipica degli anni della sua giovinezza. Le emozioni sono incise con parsimonia, le parole dosate con attenzione, a lasciar intravedere il processo di introspezione e la formazione di sentimenti complessi, tipico del passaggio dall’infanzia all’età adulta. Dall’altra parte, la sezione che raccoglie i componimenti degli allievi di Castaldo rivela una maggiore confidenza con l’ espressione delle proprie emozioni , un’energia detonante che si spinge verso l’esterno, nel desiderio quasi famelico di essere visti, ascoltati, compresi. In questa sezione si svela un’ urgenza di comunicare , di condividere il proprio mondo interiore con gli altri: sono espliciti la richiesta e il bisogno di conforto e confronto, pur costanti attraverso le generazioni.

Nella poetica di Castaldo rivediamo senza sforzo il frutto dei suoi studi classici e l’impronta dei grandi maestri dell’Ottocento. La sua è una poesia che cerca di elaborare a proprio modo i grandi temi esistenziali , raccoglie gli interrogativi che lo studio della letteratura e della filosofia svegliano per la prima volta nei più giovani, suscitando al tempo stesso meraviglia e sgomento. I componimenti sono variegati e affrontano una molteplicità di temi, a mostrare il prisma delle sollecitazioni esterne e interne alle quali ogni adolescente è esposto. Quello dell’autrice è un punto di osservazione capace di catturare appieno e con meraviglia il mondo che la circonda, soffermandosi ad esempio sulla natura e sul susseguirsi delle stagioni , ma che riesce anche a scavare in profondità in un mondo emotivo ancora sconosciuto, da affrontare quasi senza strumenti. Lo scorrere del tempo appare lento, ma proprio per questo il suo sguardo riesce a penetrare le circostanze in profondità.

La seconda sezione , frutto del lavoro congiunto di studentesse e studenti, ha per questo motivo una maggiore varietà stilistica . Alcuni giovani autori scrivono in rima, altri ricorrono al verso libero, in altri ancora si riscontra l’influenza del rap e dei più recenti generi musicali. Si notano tuttavia alcune caratteristiche comuni , quali per esempio una vivida evocazione di immagini attraverso le metafore , frutto di una comunicazione che ricerca l’immediatezza e l’impatto. Anche in questa sezione troviamo alcuni componimenti che ci fanno sorridere, per la punta di meravigliosa ingenuità di un’età che non ha ancora ceduto alla disillusione, ma che al contrario con parole semplici è in grado di raccontare emozioni complesse , sentimenti impetuosi e vissuti senza riserve. Ci colpisce allo stesso modo il fatto che vengano affrontati alcuni temi difficili , ma fortemente presenti nella nostra contemporaneità, quali i disturbi alimentari , la guerra o la dipendenza affettiva . Una tale sensibilità è chiaramente frutto di una società più consapevole e aperta al confronto , che non teme di mostrarsi fragile o sofferente, ma che sogna di costruire un mondo migliore.

Il tema centrale , che emerge in entrambe le sezioni, è il desiderio di trovare un conforto dentro di sé e negli altri : una mano, anche solo metaforica, che ci guidi attraverso le tempeste della vita. Entrambe le sezioni affrontano infatti il tema della solitudine , del sentirsi fuori posto , che si intreccia con la ricerca della propria identità. Questa indagine profonda permea l’intera racconta e dà vita a poesie intrise di una profonda consapevolezza di sé. Castaldo sottolinea infatti l’importanza di questo periodo critico, quando si tenta di costruire per sé stessi una personalità forte , capace di affrontare il mondo con determinazione. E seppure questa ricerca avvenga in maniera intima, personale, ha l’opportunità di diventare più forte ed efficace se supportata dall’appoggio dei pari e dalla guida degli adulti .

Mettendo a nudo le fragilità e i dubbi della propria adolescenza, Flavia Castaldo incoraggia i suoi studenti a fare lo stesso, con risultati sorprendenti. Il suo libro è la prova tangibile dell’ universalità delle emozioni e della loro continuità che scorre attraverso le generazioni. “Parole in silenzio” è un invito all’ascolto e alla condivisione , un incoraggiamento ai più giovani a far sentire la propria voce, ma soprattutto uno sprone agli adulti affinché questa non rimanga inascoltata.

 

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