CRV - Terza commissione: più fondi per le Pmi under 35

(Arv) Venezia 16 feb. 2022 –           La terza commissione del Consiglio regionale (politiche economiche, agricole e per la montagna), guidata dal leghista  Marco Andreoli , vicepresidente  Cristina Guarda  di Europa Verde,   ha dato il via libera a due provvedimenti di Giunta: le disposizioni di adeguamento ordinamentale in materia di patrimonio, distretti industriali, energia e commercio, di iniziativa della Giunta, e la delibera che impegna le risorse del Fondo unico regionale per sostenere l’imprenditoria giovanile.

Il disegno di legge della Giunta (pdl 114), approvato a maggioranza con l’astensione dei rappresenti dell’opposizione, chiarisce le modalità di trasmissione dei beni da Veneto Agricoltura alla nuova Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario, modifica i regimi di concessione dei contributi ai distretti industriali e alle aggregazioni di impresa adeguandoli alla normativa europea, semplifica i procedimenti autorizzativi per le linee e gli impianti elettrici di limitata portata (sino a 150 mila volt) e consente alle edicole di vendere anche prodotti di altre categorie merceologiche, oltre a quotidiani e stampa.

La commissione ha poi approvato all’unanimità il provvedimento (pagr 136) che attribuisce le disponibilità 2022 del Fondo unico regionale per le attività produttive ai giovani imprenditori rimasti esclusi dal bando 2021 per le Pmi giovanili. Al bando, finanziato con 3 milioni di euro, avevano concorso 337 piccole e medie imprese rette da under 35, ma la dotazione finanziaria ha consentito di erogare contributi a solo 150 imprese. Da qui la decisione di utilizzare i 2.450.000 euro disponibili nel Fondo unico regionale, nel quale confluiscono incentivi statali a imprese e cooperative, per scorrere la graduatoria ed erogare contributi anche ai 180 giovani imprenditori che al 30 settembre scorso sono rimasti esclusi dal contributo regionale.

Infine è stato avviato il percorso istruttorio di un progetto di legge statale, da proporre al Parlamento nazionale, in favore degli esercenti dei piccoli comuni di montagna o situati in aree disagiate: il testo (Pdls 16), primo firmatario il veronese Enrico Corsi (Lega-Lv), propone di sollevare dall’imposta sui redditi delle società (Ires) botteghe e attività commerciali nei comuni periferici che contano meno di 500 abitanti e distano almeno 15 chilometri dal capoluogo più vicino; i comuni interessati sono oltre 800 su scala nazionale. La commissione tornerà ad approfondire l’iniziativa legislativa, anche alla luce di un’altra proposta di legge statale depositata da Stefano Valdegamberi (misto) che propone forme di agevolazione fiscale a favore degli esercenti che operano nei comuni montani con non più di mille abitanti e nelle frazioni montane fino a 500 residenti.

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