Ciambetti: “Riabilitare i soldati fucilati in Veneto durante la prima Guerra Mondiale


(Arv) Venezia 20 mar. 2024  -       Il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti ha presentato in VI Commissione il suo progetto di legge “Disposizioni per la ricerca storica sulle fucilazioni e la commemorazione dei fucilati durante la prima Guerra Mondiale nel territorio della Regione Veneto”  che ha l’obiettivo, come ha spiegato Ciambetti “di restituire l’onore ai troppi a cui fu ingiustamente rubato con una violenza e ingiustizia inaccettabile: non si tratta di fare del revisionismo strumentale, ma di rendere giustizia con una riabilitazione attesa da più di un secolo. La mia proposta non intende essere una amnistia generale: non facciamo di tutta un’erba un fascio.  Rammento alle voci critiche di oggi che il problema s’era posto già  al termine della Prima Guerra Mondiale:  la ‘Relazione sulle fucilazioni sommarie durante la guerra’, redatta nel 1919 dall'Avvocato Generale Militare Donato Tommasi su incarico del Capo di Stato Maggiore Armando Diaz, stimava in circa trecento i casi di esecuzioni senza processo anche se oggi sappiamo che i numeri sono ben maggiori, almeno un migliaio di casi coinvolti in quelle che il professor Zanini ha chiamato ‘fucilazioni d’esempio’. La riabilitazione può avvenire oggi sulla scorta di una ricerca rigorosa e attenta, con il vaglio dei documenti e delle fonti affidato a ricercatori e storici e dobbiamo farlo nel nostro Veneto perché, assieme al Friuli e alla Venezia Giulia, quella guerra si svolse nelle nostre contrade, nelle nostre montagne e città e le esecuzioni senza processi, le decimazioni ingiuste, avvennero qui, non altrove. Il Friuli Venezia Giulia, come è noto, ha già approvato una sua legge specifica sul tema e altri hanno affrontato con coraggio questo tema: penso alla Francia che nel 2014 dedicò giusti e ampi spazi nel Museo nazionale dell’Esercito alle vittime innocenti dei Plotoni di esecuzione. Penso alla Gran Bretagna che aveva riabilitato chi, accusato ingiustamente di codardia e diserzione, era stato fucilato.  Io spero che anche il Veneto voglia restituire l’onore a chi fu passato per le armi nel nostro territorio senza vera giustizia, in un modo ingiustificabile.  In tal senso si era espresso anche il Senato che nella scorsa legislatura approvò all’unanimità una mozione in Commissione Difesa del Senato, a conclusione dell'esame sulle prospettive della riabilitazione storica dei militari fucilati  seguito di processi sommari e senza l'accertamento della loro responsabilità, in cui si sollecitava il Governo ad avviare ricerche, garantendo l’accesso a tutti documenti disponibili,’ per offrire una testimonianza di solidarietà ai militari caduti, ai loro familiari e alle popolazioni interessate’. In Parlamento, come ho detto, se ne è già discusso ma non si è giunti ad un atto di giustizia invocato anche dal Presidente Mattarella con parole che non lasciano dubbi: ‘La memoria di quei mille e più italiani uccisi dai plotoni di esecuzione durante la Grande Guerra, interpella oggi la nostra coscienza di uomini liberi e il nostro senso di umanità’.  Credo che noi tutti si abbia un obbligo etico e morale da assolvere”
 

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