Tagliare le foreste non è sempre un male

Natura Boschi raddoppiati in Italia nell’ultimo secolo in provincia di Sondrio coprono il 40% dei terreni. Effetto dell’abbandono delle aree rurali. Il taglio ragionato significa non soltanto ricavare legname, ma anche prevenire il dissesto

Tagliare le foreste non è sempre un male
Macchinari forestali all’opera in un bosco valtellinese

In Lombardia il bosco ricopre 620.000 ettari, pari al 26% del territorio regionale, con un incremento medio annuo di oltre 1.200 ettari. Questo è il primo dato eclatante, del quale pochi, se non gli addetti ai lavori, hanno consapevolezza. Vi è la generale credenza che il bosco vada regredendo; quante volte sentiamo al telegiornale la parola “deforestazione”? Forse ciò avviene ad altre latitudini, ma non certo in Europa ed in particolare in Italia.

Quanti sanno che dall’ultimo dopoguerra ad oggi la superficie forestale in Italia è aumentata di oltre il 50%, e dal primo dopoguerra ad oggi è addirittura raddoppiata? Detta così, sembra una notizia ampiamente positiva, ma lo è solo parzialmente. Infatti a cosa è dovuto la maggior parte di questo aumento? All’abbandono del territorio; i pascoli alpini sono stati in parte abbandonati, ed il bosco ha riconquistato il suo spazio; stessa cosa per i maggenghi, molti terrazzamenti, ed altre aree un tempo coltivate. Tutto ciò avviene in modo particolarmente evidente nella provincia di Sondrio, ove il bosco ricopre circa 190.000 ettari, pari al 40% del territorio provinciale.

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