Strage di Erba, il magistrato della Procura generale: «Revisione». Ma nell’atto non si trova traccia di nuove prove

Erba Il documento del sostituto procuratore generale non evidenzia alcun elemento inedito, solo suggestioni della difesa. Il magistrato getta illazioni sulla correttezza di Procura e carabinieri. Ma ignora almeno otto elementi dell’accusa

Non c’è alcuna nuova prova inedita, nell’atto firmato dal sostituto procuratore generale Cuno Tarfusser per chiedere al suo capo e all’avvocatura dello Stato di formalizzare una richiesta di revisione per la strage di Erba. Anzi: nella sua memoria il magistrato si sofferma soltanto su tre elementi a carico di Rosa Bazzi e Olindo Romano, ignorando tutti gli altri elementi che hanno pesato per la loro condanna all’ergastolo. Non solo: ma mentre su carta intestata della Procura Generale ventila possibili illeciti commessi dai carabinieri e dalla Procura di Como, dall’altro mette nero su bianco una procedura di “revisione” quantomai irrituale.

L’atto del sostituto procuratore generale

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