Mantovani: «Servono più vaccini  E Astra Zeneca va bene per tutti»
Alberto Mantovani, immunologo e direttore scientifico di Humanitas

Mantovani: «Servono più vaccini

E Astra Zeneca va bene per tutti»

Conferenza online dell’immunologo e direttore di Humanitas organizzata dall’Ucid - «Se tutti saremo responsabili potremo festeggiare normalmente il prossimo Natale»

Mantovani è stato protagonista di un incontro online sui vaccini organizzato dall’Ucid, Unione cristiana imprenditori dirigenti di Como, Lecco e Sondrio. «Mi occupo di immunologia da tutta la vita e mi stupisco ancora di quante cose non sappiamo sul virus – ha detto – sappiamo che il virus muta e che la sua pericolosità non è cambiata. Chi lo credeva ingentilito quest’estate si sbagliava, solo con il caldo le infezioni respiratorie sono più contenute».

E ha aggiunto: «Sappiamo che non tutti si ammalano e che la gravità della malattia dipende dalla carica virale. È noto che l’invecchiamento ha un peso perché si associa al tono infiammatorio. Lo stile di vita, per esempio l’obesità, conta come la predisposizione genetica. La prima linea delle nostre difese immunitarie è fondamentale perché gestisce il 90% dei cattivi incontri. Alle volte il virus smaschera una immunodeficienza latente. L’infiammazione, fuori controllo, non permette al nostro sistema immunitario di frenare».

Per combattere il virus, la corsa al vaccino è stata capace di far partire la ricerca in ben trecento aziende, con 40 sperimentazioni in conclusione e tre vaccini già in uso. «Un miracolo, non ci avrei scommesso – ha raccontato Mantovani – i tempi sono stati accorciati, ci sono stati grandi investimenti e sono stati presi dei rischi. Ma non ci sono stati compromessi sui criteri di sicurezza. Dobbiamo fermare in fretta il killer perché più il virus circola, più prolifera e muta e genera varianti».

Dobbiamo augurarci di poter disporre presto di tanti altri vaccini, ha detto l’immunologo. Quanto ad AstraZeneca, consigliato in Italia sotto ai 55 anni, «ha un’efficacia trasparente e chiara, l’Inghilterra non ha posto limiti, la Germania ai 65 anni, i dati sugli anziani sono pochi solo perché pochi erano i volontari meno giovani presenti nelle sperimentazioni cliniche. Io ho ricevuto un altro vaccino, ma consiglierei AstraZeneca anche a mia moglie che ha la mia età e a cui voglio tantissimo bene».

L’auspicio, in assenza di certezze scientifiche, è che i vaccini ci difendano per due anni. Il vaccino Sputnik ora ha fornito tutti i dati, i russi secondo Mantovani hanno però sbagliato a dare un prematuro via libera prima della conclusione della sperimentazione.

È sempre Mantovani a consigliare il vaccino anche ai malati oncologici, ai soggetti con problemi di immunodeficienza «e anche agli allergici, mia figlia l’ha fatto serenamente in un ambiente controllato pur avendo avuto in passato delle reazioni avverse».

I vaccini allenano le nostre difese, sono forse loro grazie ai calendari pediatrici ad aver dato ai bambini una maggior capacità reattiva. Per l’immunologo chi si è ammalato deve fare il vaccino, ma può dare la precedenza a chi è più a rischio. Meglio invece non rimandare la seconda dose. Mantovani confida che tutti, responsabilmente, si vaccinino, ma l’obbligo potrebbe essere una scelta prematura per ora. «Se sapremo essere tutti responsabili ed efficienti io credo che un sogno alla nostra portata – ha concluso Mantovani – sia vivere normalmente il prossimo Natale».

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