Vento e pioggia,
Alberi caduti e danni

Maltempo A Berbenno un pino ha ceduto mentre passava un uomo, salvato dai cavi della corrente

Vento e pioggia, Alberi caduti e danni
Una delle piante franate al suolo per il maltempo

Le prime avvisaglie della tormenta in arrivo si sono avute intorno alle 16.30 di ieri quando, il vento, ha cominciato a soffiare forte, e nuvoloni neri l’anno fatta da padroni scuotendo il cielo e rendendolo minaccioso. I trenta minuti successivi sono stati da tapparsi in casa e, per i pochi che si trovavano sulle nostre strade, sia statali, sia provinciali, sia comunali, e, al pari, sulla strada ferrata, sono stati momenti di passione.

Tutto in pochi mnuti

La tragedia si è sfiorata a Berbenno di Valtellina, in frazione Pedemonte, dove, all’altezza del civico 156 di via Valeriana, un pino dalla folta chioma cresciuto in un giardino a ridosso della strada, ha ceduto alle sferzate del vento, e, facendo vela, è piombato a terra, sradicandosi. E’ finito dritto dritto sulla carreggiata dove, in quel momento, non transitava alcuna auto, ma, un pedone, quello sì.

Si tratta di un 37enne che aveva appena parcheggiato la propria auto nell’angolo più recondito del piazzale su sui si affacciano alcuni negozi, fra cui una parrucchiera, tutti chiusi dato il festivo, e che si stava dirigendo all’unico locale della zona aperto, il “Pizza ok kebab”, lì vicino. Ebbene, di una persona praticamente miracolata, si tratta, perché è passato a piedi, in zona, proprio mentre il pino si è abbattuto al suolo solo che, avendo preso in pieno il cavo della corrente è stato trattenuto dal medesimo cosicché, il malcapitato è stato solo sfiorato da alcuni rami, ma non c’entrato in pieno.

Si è reso necessario, per lui, il trasporto in Pronto soccorso, a Sondrio, per accertamenti, ma il codice di ingresso è verde, indice di bassa gravità.

Danni pesanti, invece, per un’auto lì parcheggiata, una Focus, rimasta completamente sotto il pino, e una seconda auto, di marca giapponese, pure urtata dal pino, ma in modo, forse, meno pesante. Ovviamente, avendo colpito il cavo della corrente, la zona, è rimasta senza elettricità, e, fino a ieri sera, alle 20, ancora non era stata ripristinata. E dire che, la pianta, ironia della sorte, annotavano i residenti, doveva essere tagliata proprio oggi, per permettere la realizzazione di un tratto della ciclabile.

Non solo a Berbenno, però, rami e piante sono finite e terra e la corrente è mancata. E’ accaduto in tante altre zone della nostra provincia, in particolare nella Bassa e nelle Media Valtellina.

Impossibile entrare in contatto diretto, ieri, con i vigili del fuoco di Sondrio, Morbegno, Mese, e Tirano, in stato di massima allerta per piante e rami in strada a Verceia, a Morbegno, in zona cimitero e non solo, a Sondrio, a Tresivio, dove, pure, è saltata la corrente, a Castello dell’Acqua, dove in albero è finito, anche qui, sui cavi della corrente, fin su, nel Tiranese, con automobilisti in transito sulla 36, all’altezza di Lovero, costretti a viaggiare sulla corsia opposta per evitare alberi e ramaglie finiti sulla carreggiata e arrivati a urtare, di striscio, alcune auto in transito.

Due piante a Arddenno

Fra gli interventi più impegnativi, anche quello resosi necessario ad Ardenno, dove, due pini situati nel parco dalla casa di riposo San Lorenzo, sono finiti a terra piombando all’esterno della struttura, su un’abitazione situata di fronte.

«Per fortuna non ci sono danni alle persone - ha assicurato, trafelata, una religiosa in servizio in struttura, mentre, come sottofondo, aveva potenti moteseghe in azione -, però, certo, il tetto della casa vicina qualche problema, purtroppo, l’ha riportato». Impossibile, a giornale in stampa, dare conto di tutto il bailamme provocato dal maltempo, annunciato finché si vuole, ma, certo, una simile veemenza, anche se concentrata in un lasso di tempo di mezz’ora, quaranta minuti massimo, non è prevedibile.

Gli unici a non aver effettuato neppure un’uscita, i vigili del fuoco di Valdisotto. «Qui pioggia, vento, temporali, ma nella norma, nessun danno, invece, sentiamo i colleghi di giù in gran fermento!».

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