Val di Mello, ancora uno sfregio
Tagliato masso sul sentiero

Val Masino Un masso è stato tagliato sul sentiero nei pressi dello specchio d’acqua “Bidet della contessa”. L’allarme è stato lanciato dalle guide alpine

Val di Mello, ancora uno sfregio Tagliato masso sul sentiero
Il masso lungo il sentiero troncato di netto

Tentano di allargare un tratto del passaggio in Val di Mello, in piena riserva naturale protetta, e si portano via una fetta di masso tagliato probabilmente con un martello pneumatico montato su piccolo escavatore.

È successo fra giovedì e venerdì in Val di Mello, ad accorgersene sono state le guide alpine di passaggio in uno dei punti più frequentati e fotografati della Valle, accanto allo specchio d’acqua “Bidet della contessa”.

«Stavo camminando e mi sono trovato davanti il masso tagliato. È abbastanza avvilente vedere una modificazione continua del paesaggio, soprattutto all’interno della riserva» dice Michele Comi , noto geologo, guida alpina e maestro di sci della Valmalenco. Del fatto è stato subito informato il Parco nord Milano, cui spetta la regia tecnica della riserva, e l’amministrazione comunale di Val Masino che la presiede. Il sindaco Simone Songini non può che condannare il gesto «che ovviamente non aveva alcuna autorizzazione, come ben si comprende, visto che all’interno di una riserva naturale tutelata è vietato e con questo atto viene danneggiata».

«Ormai questo fondovalle è sacrificato, se non annientato, la progressiva facilitazione d’accesso è un acido corrosivo del tutto evidente - afferma, Comi -. si tratta di un pezzo di sasso tagliato, non possiamo definirlo inquinamento ambientale, però di sicuro siamo di fronte a un inquinamento del pensiero: se tu ogni anno aggiungi uno sfregio la valle e la riserva muoiono, qui andrebbero introdotti degli ostacoli piuttosto che eliminarli».

E ancora: «È noto in tutte le Alpi ormai che il turismo di massa diventa corrosivo, è un dato di fatto. La cosa sgradevole è che poi per gestirlo bisogna arrivare a imporre i numeri chiusi, i ticket di accesso. Invece la montagna è un luogo di libertà e il cammino una cosa democratica: per arrivare in Val di Mello se uno partisse un po’ più in giù si autolimiterebbe senza bisogno di imposizioni».

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