«Trattativa fallita, ci ridiano i Bagni»

Il sindaco di Valmasino, Iobizzi, è furente e rivendica una proprietà pubblica per il centro termale. «La chiusura ha creato un enorme danno al turismo, se non ci saranno adeguamenti interverremo noi».

«Trattativa fallita, ci ridiano i Bagni»
Le terme di Valmasino da trent’anni sono private, ma il Comune è pronto a riprendersele

Saltano le trattative sulle terme e il sindaco di Valmasino rivendica l’utilizzo pubblico dell’acqua termale. Sembra non avere fine la vicenda del centro termale ai Bagni Masino. Dopo lo stop all’attività, le terme da cinque mesi non riaprono i battenti e a questo punto la stagione estiva è definitivamente compromessa.

Una situazione di stallo che nei mesi passati aveva provocato non pochi malumori, da parte di turisti, di chi frequentava in generale lo spazio termale, ma anche degli operatori turistici della Valmasino e degli enti locali che avevano speso parole di preoccupazione per la cessata attività ai Bagni. «Abbiamo deciso di nominare un tecnico al quale affideremo un monitoraggio generale delle terme - spiega Iobizzi - poiché questa gestione del centro ha creato non pochi danni alla Valmasino, non solamente sotto il profilo dell’immagine, ma anche dal punto di vista economico nei confronti dell’intero indotto turistico della vallata, per la quale le terme sono una risorsa, senza scordare le problematiche igienico sanitarie poiché il sistema fognario incompleto della stazione termale si riversa irreparabilmente nel circuito delle acque del nostro Comune».

E aggiunge: «Insomma, il danno alla comunità è grave e le terme sono patrimonio pubblico: dopo la verifica del tecnico incaricato chiederemo tutti gli adeguamenti di legge all’interno della struttura e se non verranno attuati quel patrimonio pubblico, in assenza di una gestione privata efficace ed efficiente, al pubblico dovrà tornare».

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