Quarte dosi a rilento       I contagi nella Rsa       frenano le vaccinazioni
I nuovi contagi frenanola somministrazione di quarte dosi, specialmente nelle case di riposo

Quarte dosi a rilento
I contagi nella Rsa
frenano le vaccinazioni

Covid In provincia ne sono state somministrate 1.255 ma in Lombardia siamo comunque al quarto posto Case di riposo incerte per via degli ospiti positivi

In base agli ultimi dati a disposizione, quelli di lunedì, sono solo 1.255 le quarte dosi somministrate a persone residenti in provincia di Sondrio, fra over 60 immunocompromessi, e over 80. Siamo allo 0,70% della popolazione totale coperta, al quarto posto, in Lombardia, dopo Lecco, allo 0,78%, Cremona, allo 0,77%, e Milano e Monza Brianza, allo 0,75%.

Performance ancora molto basse, anche se superiori alla copertura media nazionale che è pari allo 0,60% della popolazione, con 356.951 quarte dosi somministrate, a ieri, in tutta Italia. Lontani, comunque, da coperture che possano mettere al sicuro dalle forme più gravi della malattia le persone estremamente vulnerabili e i grandi anziani (da noi, in provincia di Sondrio, si parla di 14.415 persone), tenuto conto che, il Covid, rappresenta ancora, soprattutto per loro, un’autentica insidia se solo si pensa che, negli ultimi due giorni, i morti censiti in provincia di Sondrio, per coronavirus, sono stati quattro, tali da portare il totale, da inizio pandemia, a 677.

Vale, quindi, la pena di accelerare, rispetto all’inoculazione della quarta dose, a partire dalle Rsa, dove ancora la vaccinazione col secondo booster non è decollata perché nei casi migliori siamo nella fase dell’ultimazione della raccolta del consenso mentre in quelli peggiori, siamo in piena avanzata del Covid.

«Noi non abbiamo ancora avviato l’iter, perché sarebbe del tutto inutile stante l’invasione di Covid in atto - assicura Emilvio Fascendini, direttore sanitario della Rsa “Casa Madonna del Lavoro”, di Nuova Olonio -. Tutti casi o asintomatici o con sintomi lievi, per fortuna, però, anche se non ho il conteggio preciso dei positivi, almeno una cinquantina, ne abbiamo avuti. Persone che, una volta negativizzate, non dovranno sottoporsi a quarta dose per cui attendiamo che si sgonfi il problema per capire quanti ospiti, veramente dovremo vaccinare».

Trenta su

Tema che si propone anche per “Villa del sorriso”, la Rsa di Bormio, da sei giorni a questa parte alle prese con un ritorno di Covid.

«Purtroppo è scoppiato un focolaio all’interno - dice Claudio Tagliapietra, direttore della Rsa -, con una trentina di ospiti interessati sui 70 presenti. Quindici sono asintomatici, mentre gli altri hanno sintomi lievi, fra mal di gola, raffreddore, qualche lineetta iniziale di febbre. Per qui, la situazione è gestibile, con i primi negativizzati in arrivo, però, il capitolo quarta dose, su questa Rsa, dovrà essere ripreso più avanti».

Non così su quella di Ponte in Valtellina, sempre diretta da Tagliapietra, dove non ci sono focolai Covid per cui già acquisiti e in casa i vaccini Pfizer, si sta procedendo alla raccolta del consenso «senza particolari problemi, perché, l’adesione - dice il direttore -, è buona».

Lo stesso dicasi per la Rsa “Città di Sondrio”, “pulita” dal Covid, «salvo un caso asintomatico verificatosi cinque giorni fa - precisa Costantino Tornadù, presidente -, per cui, ora, acquisiti e conservati in Rsa i vaccini necessari, stiamo raccogliendo i consensi presso gli ospiti e i loro parenti o tutori per poi procedere alle somministrazioni».

E’ il percorso che stanno compiendo tutte le Rsa della provincia, per un complessivo di 1.400 ospiti coinvolti, ma tantissimi sono gli over 80 e gli immunocompromessi esterni alle strutture che non stanno considerando la vaccinazione con quarta dose.

Asst Valtellina e Alto Lario, anche per questa settimana, ha messo a disposizione 30 ore di vaccinazione, come la scorsa, con due ore in più su Sondrio e due ore in meno su Chiavenna, per cui, è lecito pensare che anche le prenotazioni non lievitino.

Le tre percentuali più alte di copertura in Lombardia sono da noi, a Bema e a Tartano, al 4% (insieme a Cingia de’ Botti, nel cremonese), seguite da Pedesina, al 3%, e Rogolo, al 2%, fra le città maggiori, Bormio, è allo 0%, con solo 15 quarte dosi somministrate, mentre Chiavenna, Morbegno, Sondrio, e Tirano, sono all’1%, con, rispettivamente, 47, 125, 253, e 105, quarte dosi inoculate.


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