Pescegallo 2000, liquidazione lontana

«Ci sono dei Comuni inadempienti»

Il punto nell’assemblea della Comunità Montana: «Mancano all’appello 50mila euro»

Lo stallo dura ormai da più di tre anni: «Senza le quote versate non possiamo procedere»

Pescegallo 2000, liquidazione lontana «Ci sono dei Comuni inadempienti»
La Comunità montana di Morbegno: nell’ultima assemblea il punto sulla società Pescegallo 2000

«Mancano all’appello più di 50mila euro il cui versamento spetta ai Comuni soci. C’era un accordo preciso, la Comunità montana lo ha rispettato ed è necessario che lo stesso facciano i Comuni ancora inadempienti».
Momenti di imbarazzo venerdì all’assemblea della Comunità montana di Morbegno quando il consigliere Alan De Rossi, che dopo l’uscita dalla giunta esecutiva ha mantenuto la delega per la soluzione della questione della società Pescegallo 2000 che detiene la proprietà degli impianti di risalita della Val Gerola, ha fatto presente come lo stallo che riguarda la liquidazione duri ormai da più di tre anni.
«Siamo alle solite: i Comuni non hanno versato le loro quote e questo ci impedisce di procedere con la liquidazione. La Comunità montana – ha detto De Rossi – ha provveduto come sempre a garantire i 10mila euro annui previsti dall’accordo. - I Comuni che sono tenuti al versamento di mille euro all’anno sono in gran parte inadempienti. Fanno eccezione Talamona, che ha versato il dovuto, e Cosio Valtellino che ne ha versato la metà con la garanzia di provvedere con il prossimo atto che riguarda il bilancio. Morbegno, città alpina, ha versato zero e deve quindi dare 6mila euro, Pedesina ha versato zero, Rasura è in debito di 5mila euro, per Bema e Albaredo, anch’essi a zero versamenti, c’è un accordo non ancora operativo secondo cui Gerola provvederà a compensare anche questa quota».
Per fare presente per l’ennesima volta la necessità di provvedere allo stanziamento dei 50mila euro mancanti, di recente è stata convocata una riunione dell’assemblea dei soci pubblici della Pescegallo 2000 alla quale però hanno preso parte soltanto tre degli otto Comuni soci:«Da quella riunione – ha detto De Rossi – è comunque emerso che la Comunità montana è pronta ad occuparsi dei passaggi successivi necessari, ma è indispensabile oltre che doveroso nel rispetto degli accordi, che i Comuni provvedano a coprire la quota dovuta».
«Se la società Pescegallo 2000 srl iscrivesse a credito queste cifre, esse costituirebbero per i Comuni inadempienti un debito fuori bilancio, con tutto ciò che ne consegue per l’interessamento della Corte dei Conti» ha sottolineato ancora De Rossi nella sua analisi.
Secondo la perizia di stima tecnica dei beni immobili di proprietà della Pescegallo 2000 effettuata in occasione delle aste per la vendita delle quote, la valutazione del patrimonio è di un milione 294mila euro circa. La volontà di procedere alla liquidazione della società, decisa quattro anni fa dall’assemblea della Comunità montana, ente che è socio di maggioranza detenendo più del 70% della srl, deriva anche «dall’apertura della trattativa con l’unico socio privato, Fupes, per il ritiro della sua quota pari al 20% che consentirebbe di procedere a liquidare la srl e gestire poi secondo una semplice convenzione il bene di proprietà pubblica».

© RIPRODUZIONE RISERVATA