Ore 11.34, la terra ha tremato

«Tante chiamate, nessun danno»

Scossa di terremoto con epicentro a Bergamo avvertita anche in provincia

A Morbegno evacuati il Saraceno-Romegialli e il Nervi. Arpa: «Subito controllate le dighe»

Ore 11.34, la terra ha tremato «Tante chiamate, nessun danno»

Ha scosso anche la Valtellina e la Valchiavenna il terremoto con epicentro a 26 km di profondità, due chilometri ad est di Bonate Sotto, paese di 6.500 abitanti nel Bergamasco, verificatosi ieri alle 11 34’ 47’’. Vale la pena di essere precisi, in questo caso, perché è stata una questione di pochissimi secondi, ma capace di lasciare il segno in quanti hanno avvertito la vibrazione.

E il fatto che nessun danno, almeno al primo impatto, si sia prodotto, né a Bonate Sotto, né nel resto della nostra regione e della nostra provincia, è dovuto, in particolare «alla profondità dell’evento - spiegano dall’Istituto nazionale di geofisica e di vulcanologia di Milano - avvenuto ben 26 chilometri sotto terra, una distanza che ha attutito gli effetti dell’energia prodotta, in se, piuttosto alta, perché parliamo di una magnitudo locale di 4.4».

Magnitudo comunemente nota come scala Richter, che misura l’energia del terremoto, e che ha soppiantato la nostra scala Mercalli, che quale misura invece i danni prodotti dallo stesso.

Ripercussioni, in ogni caso, non se ne sono avute neppure in provincia di Sondrio, salva l’apprensione del momento. E parecchi problemi sui treni, per le verifiche post scossa: tra ritardi e soppressioni la circolazione è tornata normale soltanto alle 18.

«Ho ricevuto messaggi da ogni dove - diceva ieri mattina Luciano Speziale , responsabile della Protezione civile provinciale - da Dazio, Andalo, Morbegno, Rogolo, Colico, Tresivio, Caiolo, Piateda, un continuo di persone che mi riferivano della scossa, ma segnalazioni di danni non ce ne sono state».

Nessuna richiesta di intervento neppure alla centrale operativa dei Vigili del fuoco di Sondrio, mentre, in alcune scuole della nostra provincia la vibrazione è stata tale da indurre allo sgombero dei locali.E’ accaduto all’istituto Saraceno-Romegialli e al Liceo Nervi, di Morbegno, con la Valchiavenna la zona in cui l’eco del sisma è stata maggiore.

Stato di allerta anche al l Centro di monitoraggio geologico di Arpa Lombardia, dove subito, sono scattati i controlli sui corpi frana più a rischio.

«Siamo partiti con le verifiche sulla frana di Tavernola, sulla sponda orografica destra del lago d’Iseo - dice Luca Dei Cas , direttore del Centro - così come i controlli sono stati effettuati su tutte le frane monitorate con sensori anche in provincia di Sondrio, ricordo ad esempio il Ruinon e la Val Genasca. Tuttavia, per quanto gli acceleratori presenti abbiano rilevato in toto la scossa, non ci sono stati al momento movimenti sui corpi frana. Il monitoraggio comunque prosegue nei prossimi giorni perché potrebbero sempre prodursi movimenti successivi».

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