Morbegno, idee chiare per Baraglia  «Portavoce dei giovani»
Da sinistra Alessandro Baraglia insieme al neo eletto sindaco Alberto Gavazzi

Morbegno, idee chiare per Baraglia

«Portavoce dei giovani»

Classe 1994, è stato il più votato tra gli uomini alle elezioni: «Voglio dimostrare che i ragazzi sono attivi, impegnati e vanno ascoltati».

Classe 1994, fra una manciata di giorni la laurea in Giurisprudenza, Alessandro Baraglia è il più giovane degli amministratori comunali a Morbegno e, fra gli uomini, il più votato alle elezioni dello scorso maggio: 363 preferenze al primo approccio con l’esperienza comunale è un risultato notevole. Anche per questo il neo sindaco Alberto Gavazzi gli ha affidato due deleghe: ai Giovani e alla Comunicazione. Un bel successo personale.

«Una situazione che mi ha stupito, commosso e riempito di orgoglio, ma che mi ha anche caricato di un peso non indifferente: la responsabilità dei confronti dei morbegnesi e della città - afferma Baraglia -. Credo che mi abbiano premiato i residenti della mia contrada Bottà, dove mi conoscono da quando sono nato, nonché i giovani: da inizio anno ho avviato “Voce ai giovani”, un progetto che oltre alle persone con cui parlo di solito, mi ha permesso di discutere di temi diversi con chi li conosce per interesse, studio o lavoro».

«Volevo dimostrare che i giovani, al contrario di ciò che si sente dire spesso, sono attivi, impegnati e vogliono farsi sentire: serve qualcuno che li ascolti. Mi sono posto come “portavoce” e questo è un dialogo che intendo continuare, anche in forme diverse».

Ma quale valore aggiunto può portare in Comune una persona di questa età? «I miei coetanei mi dicevano di non sentirsi rappresentati in Comune, spero di invertire il trend e di spingere tanti altri giovani a impegnarsi nella “cosa pubblica”, a partire dal locale. Spero che la mia presenza attiva in consiglio e nelle commissioni porti energia, idee nuove, visione di lungo termine e spinta in avanti», spiega Alessandro, che in passato è stato anche vice e presidente del comitato di zona.

Un’esperienza, questa, che «mi ha arricchito molto: mi ha insegnato ad ascoltare i cittadini, a rapportarmi con l’amministrazione, a focalizzarmi sulle piccole cose con cui abbiamo a che fare nel quotidiano, a lavorare su progetti più grandi, come l’impegno al fianco del comitato di cittadini sull’area pubblica, su cui questa amministrazione farà sicuramente bene. È l’esempio del mio amore per “le” politiche, quelle concrete, prima che per “la” politica. E ho avuto altre occasioni “pubbliche” all’insegna dell’impegno, sempre da esterno e senza tessere». Come l’organizzazione di incontri sul voto spiegato ai neo elettori o di conferenze, come quelle su Ezio Vanoni nel 2017 e nel 2019.

Due deleghe e due settori di competenza, Giovani e Comunicazione. Quali sono le urgenze nei due settori? «Si può partire rivisitando il sito del Comune, dalle newsletter dell’amministrazione, il “Caffè col Sindaco”, implementando i comitati di zona. Per i giovani sto pensando a un “comitato giovani” che possa costantemente, indipendentemente e attivamente raccogliere idee e problemi dei 18-30enni e portarli all’amministrazione strutturando un dialogo costruttivo per tutta la città. I giovani anzitutto hanno bisogno di essere ascoltati. Hanno necessità di spazi socio-culturali, sportivi e verdi adeguati e fruibili, sostegno nella crescita, nello studio e nell’avvio al lavoro, eventi attrattivi di cui poter anche essere parte attiva».

Un programma intenso per l’amministrazione «dalla quale mi aspetto molto, perché in questi mesi ho iniziato collaborare con persone attive, impegnate, competenti. Tra 5 anni vedremo una Morbegno più viva, più culturale e turistica, un territorio più verde e sostenibile, un tessuto sociale più coeso e ascoltato, un commercio di nuovo fiorente in sinergia con l’amministrazione».


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