La Lav sulla caccia ai cervi alla Colmen

«Ignorate le voci che hanno detto no»

Stefania Sbarra, portavoce dell’associazione, sorpresa per la decisione presa ora. «In 1.500 sono contrari». Mentre il sindaco Cazzaniga avverte: «Escludo a priori l’attività libera».

La Lav sulla caccia ai cervi alla Colmen «Ignorate le voci che hanno detto no»
La Lav aveva organizzato già iniziative di contrasto della caccia

Divide e fa discutere la presa di posizione della Provincia sull’apertura della caccia monitorata ai cervi sulla Colmen di Dazio. Una proposta che troverà a breve una soluzione «per volontà della Provincia, che procederà a una variazione del Piano faunistico provinciale. Non possiamo attendere oltre - come ha spiegato il vicepresidente Christian Borromini -, ci sono rischi da non sottovalutare, sanitari e legati alla sicurezza. I cervi con sempre maggiore frequenza invadono le strade e danneggiano le colture: abitanti e agricoltori sono molto preoccupati e noi condividiamo i loro timori».

Sulla questione Colmen pende la petizione della Lav, Lega antivivisezione, che ha raccolto 1.500 firme che mirano alla creazione sulla Colmen di Dazio di un’oasi naturale protetta, con istituzione di un osservatorio faunistico sulla montagnetta che si alza fra Morbegno, Dazio e Ardenno. Tre anni fa la Provincia (ente titolare del settore caccia e fauna) diede il via libera nella zona alla caccia ai cervi. Tentativo poi bloccato dalla Lav che salvò 25 animali, sostenuta anche da alcune petizioni di cittadini. Lav e cittadini fanno fronte comune per tenere a bada l’annunciata modifica nel Piano faunistico provinciale rispetto alla Colmen. Nel nuovo Piano faunistico venatorio la Colmen - oggi zrc, zona ripopolamento e cattura - potrebbe essere svincolata da ogni protezione e subire la ripresa della pratica venatoria. Le 1.500 firme chiedono proprio una modifica del Piano faunistico provinciale di due anni fa e l’istituzione di un’oasi protetta.

«Non comprendo questa uscita della Provincia proprio in questi giorni - dice la portavoce del sodalizio, Stefania Sbarra -. E soprattutto non comprendo perché in questa valutazione non si tenga conto della voce di 1.500 cittadini contrari alla caccia sulla Colmen, cittadini che non sono cacciatori, i quali rappresentano una minoranza della popolazione. Ricordo che la caccia è un passatempo legalizzato, libera o selezionata che sia, e mi domando da quando un’arma sia in grado di sanare una situazione. Ora prendiamo atto di questa posizione, ma ci organizzeremo senz’altro per fare sentire la nostra voce e la voce di chi vi risiede, vi passeggia e di chi ama la Colmen».

Sulla questione si esprime anche il sindaco di Dazio, Antonio Cazzaniga, che ammette «la presenza massiccia di cervi, che va tenuta in considerazione a tutela di chi ha un pezzo di terra e la lavora, ma anche per la sicurezza di chi va in auto, in moto e, adesso soprattutto con la bella stagione, in bicicletta - afferma -. La caccia libera la escludo categoricamente, anche perché la Colmen è meta di passeggiate che partono dal cimitero di Dazio, c’è un agriturismo e ci sono i residenti. Quindi attendiamo di discuterne con la Provincia e con tutti i soggetti coinvolti perché se caccia deve essere, si deve parlare di caccia di selezione che preveda disposizioni severe, giorni e orari fissati e noti a tutti».

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