Incivili sulla Statale 36, ci risiamo

Ancora rifiuti nelle piazzole

L’effetto deterrente di pannelli e telecamere è durato soltanto qualche mese.

Incivili sulla Statale 36, ci risiamo Ancora rifiuti nelle piazzole
I rifiuti abbandonati in una delle piazzole della Statale 36

Forse c’eravamo illusi troppo presto che la maleducazione di lasciare l’immondizia nelle piazzole della Statale 36 fosse solo un ricordo. Invece i numerosi appelli, costantemente ripetuti sui pannelli a messaggio variabile sulla strada statale, sono serviti solo per i primi mesi. Infatti nelle piazzole sul lato sud, cioè quello che da Colico porta verso Lecco, il problema è tornato a manifestarsi. Nelle due aree più importanti sopra Fiumelatte e Mandello sono ricomparsi ancora sacchi neri, bottiglie di vetro, scatole di cartone e oggetti di plastica. Insomma più o meno come prima. Ma a cosa è servita quindi la campagna per sensibilizzare i cittadini sul fatto che in quei contenitori si può lasciare solo l’immondizia di un viaggio in auto, e non qualsiasi altro materiale?

È chiaro che tutto il pattume documentato dalle fotografie ha davvero poco a vedere su quello che il buonsenso e il regolamento consigliano. È altresì evidente che di buonsenso civico queste persone che hanno depositato nei giorni scorsi tale schifezza ne posseggono davvero poco. Guardando con attenzione parte del’immondizia lasciata, sembra quasi che si tratti dei rifiuti di alcuni camperisti che hanno preferito lasciare i resti delle loro consumazioni nelle aree di sosta sulla SS/36 invece che portarseli dietro.

Certo, rispetto al periodo in cui si lasciava di tutto - dagli pneumatici alle piastrelle o ai sanitari dismessi - ora qualche piccolo passo in avanti s’è fatto, ma resta sempre e comunque il principio che nessuno può o deve depositare nelle piazzole immondizia non prevista dalle norme. È vero che oggi, con la tecnologia e le telecamere a disposizione, risalire a coloro che hanno lasciato questo pattume sulla strada sarebbe un gioco da ragazzi.

Sarebbe sufficiente guardare le immagini delle telecamere poste recentemente come deterrente e ampiamente segnalate, e leggere i numeri delle targhe dei veicoli da cui sono stati scaricati i rifiuti. La mossa successiva sarebbe quella di risalire al nome del proprietario del veicolo e inviare la giusta ammenda. Una sanzione che aiuterebbe forse a far capire il destinatario che gli avvertimenti sul divieto e sulle sanzioni c’erano tutti e quindi il menefreghismo e la maleducazione non trovano alcuna giustificazione.

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