«Ex piscina di Morbegno, il Comune non è interessato»

Il presidente della fondazione Promor, Alberto Gerosa, lo ha detto in merito al progetto di recupero. «Visto il mancato coinvolgimento cambieremo strategia. A metà mese la decisione sulla riqualificazione».

«Ex piscina di Morbegno, il Comune non è interessato»
L’ex piscina versa in uno stato di abbandono preoccupante
(Foto di Foto Sandonini)

«È mancato il coinvolgimento del Comune, è fallito quindi l’approccio utilizzato sinora e in assenza di una linea di indirizzo da parte della proprietà dell’immobile, il Comune appunto, ci vediamo costretti a cambiare metodo. Resta fermo, però, che bisogna mettere fine al degrado che contraddistingue da troppo tempo il palazzetto». Il presidente di Promor, Alberto Gerosa, richiama all’ordine l’amministrazione di Morbegno sulla partita dell’ex piscina comunale.

Ieri, nel corso dell’assemblea dei soci, il portavoce della fondazione cittadina ha dato conto dello stato di fatto o meglio dello stallo in cui si trova oggi l’idea di riqualificazione dello stabile di piazza Aldo Moro, il Palamattei. Andate in pensione da più di tre anni e da allora orfana di qualsiasi contenuto, anzi trasformate in parte a magazzino, oggi la vasche sono in stato di abbandono, dentro e fuori, come si vede fra un pannello e l’altro messo lì da tempo a coprire le vetrate del centro sportivo. Denunciata la situazione, Promor, coinvolgendo l’altra fondazione morbegnese, la Mattei, ha contattato il Comune per avviare la sistemazione degli spazi. Quindi è stata costituita una commissione con i rappresentanti delle due fondazioni e del Comune, «che però non ha più rinnovato il suo rappresentante dopo le dimissioni di Antonio Rivolta - ha precisato ieri Gerosa - e dal Comune non sono arrivati altri input. Noi possiamo essere propositivi, ma se il proprietario dell’immobile non dà segnali, non prende contatti con eventuali soggetti da coinvolgere nella riqualificazione come Coni, Cai o Provincia, ci troviamo di fronte a uno stallo che causa difficoltà nel recupero dello stabile».

Fra i soci Alberto Gavazzi. E a questo proposito ha ricordato che «in passato c’è stato un confronto fra Comune e Provincia rispetto l’utilizzo a palestra dell’ex piscina a servizio dell’istituto superiori Romegialli, che si trova accanto al palazzetto, e che è sprovvisto di palestra. L’amministrazione dovrebbe riprendere i contatti con palazzo Muzio per un intervento congiunto sulla struttura».

Mentre un altro socio, Maurizio Del Nero, ha ribadito la necessità di un forte coinvolgimento della fondazioni, «su un complesso che porta il nome di Mattei, che si trova in una zona centrale della città. Sul quale vi erano delle proposte uscite dal concorso di idee voluto dalla fondazione, sarebbe interessante riprenderle in mano, anche perché mi sembrerebbe insufficiente pensare solamente a un uso esclusivo a palestra dello stabile».

Promor si dà tempo sino alla metà del mese quando si riunirà in consiglio per «prendere una decisione di campo - ha voluto rimarcare Gerosa - visto il degrado conclamato e non più tollerabile dell’ex piscina, e per evitarne la decomposizione, credo che interventi di rattoppo non sarebbero sufficienti, è palese che serva una riqualificazione seria e una scelta sulla sua destinazione futura, ma senza un apporto dell’amministrazione non si fa nulla: in mancanza di una linea di indirizzo ci si chiede cosa andremo a finanziare». Nell’attesa che la situazione si blocchi, gli ampi spazi di piazza Aldo Moro continueranno a restare nella muffa, presentando un biglietto da visita già all’esterno con le vetrate sfregiate, le scritte sulle pareti e l’incuria generale tutt’intorno.

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