Escursionista grave dopo la caduta
Milanesi salvati nella bufera di neve

A Torre di Santa Maria soccorso un uomo di 41 anni, trasportato a Brescia Sabato sera recuperata coppia bloccata durante la salita al rifugio Marinelli Bombardieri

Escursionista grave dopo la caduta Milanesi salvati nella bufera di neve
IL rifugio Marinelli Bombardieri

Serata movimentata, quella di ieri, per gli operatori del soccorso alpino chiamati ad intervenire, in codice rosso, indice di massima gravità, a Cristini, di Torre di Santa Maria, alle 19.40 e, esattamente un’ora dopo, in codice giallo, indice di media gravità, all’alta quota della Val Masino, nella zona sottostante il pizzo di Zocca, in Val Qualido, dove, due alpinisti si sono incrodati, ovvero non riuscivano più ad andare né avanti né indietro.

Mobilitati uomini e mezzi fra elisoccorso, soccorso alpino della Guardia di finanza, della stazione della Valmalenco del Corpo nazionale, Vigili del fuoco. Particolarmente delicate le operazioni di recupero e stabilizzazione dell’uomo di 41 anni, scivolato sui sentieri sopra Cristini, a 10 minuti di cammino dalla frazione di Torre di Santa Maria, in una zona dove sono collocate delle briglie.

Non molto chiara, neppure ai soccorritori, la dinamica di questo infortunio, tant’è che si sono riproposti di tornare sul posto stamattina per meglio capire cosa possa essere successo.

Brutta avventura l’altra sera anche per una coppia di escursionisti di Milano, lui di 26 anni e lei di 44, che improvvidamente, considerate le condizioni meteo, hanno deciso di salire verso il rifugio Marinelli Bombardieri dove avevano prenotato per la notte. Il problema è che le condizioni del tempo erano avverse al punto tale che anche due dipendenti del rifugio hanno rinunciato a salire, dato che imperversava una bufera di neve. Nella quale gli escursionisti sono rimasti intrappolati.

«Avevo sconsigliato loro di salire - afferma il gestore del rifugio situato a 2.813 metri nel massiccio del Bernina, in territorio comunale di Lanzada - perché il meteo era proibitivo. Pensavo che si fossero dissuasi, tant’è che quando intorno alle 21.30 mi hanno avvisato che era in corso un’operazione di recupero di due escursionisti sono trasalito. Pensavo che fossero tornati indietro insieme ai miei due dipendenti. Invece hanno proseguito finendo nel bel mezzo della bufera di neve.Se ne sono usciti vivi devono dire grazie all’elisoccorso di Areu e ai tecnici del Soccorso alpino».

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