Case di riposo
I ritocchi alle rette
dopo la pandemia

I bilanci delle Rsa Aumenti non forti, ma ci sono stati. Tariffe minime rincarate in media di 3 euro al giorno- Solo 4 istituti su 22 sono riusciti a mantenerle invariate

Case di riposo I ritocchi alle rette dopo la pandemia
Unn volontario legge il giornale agli ospiti della casa di riposo

Impossibile, per le 22 case di riposo della nostra provincia, non imboccare la strada dell’aumento delle rette giornaliere, da quelle minime alle massime, quali corrispettivi della degenza e dell’assistenza assicurata a ciascun ospite che, durante l’emergenza Covid, sono state ancor più impegnative.

Ciascuna delle direzioni delle Rsa ha fatto i salti mortali per far quadrare bilanci che, difficilmente, alla fine hanno potuto quadrare, tant’è che una revisione al rialzo, della retta giornaliera è stata inevitabile. Non si parla di cifre enormi, perché non si va oltre i 3,08 euro al giorno di media per la retta minima (che comunque diventano +92 euro al mese, ndr) e i 5,72 euro di media per la retta massima, però dobbiamo anche ricordare che il ritocco della retta per molte Rsa rappresenta un fatto straordinario. Al più si effettua una revisione periodica, ma non tutti gli anni, e magari di un euro, per livellare il corrispettivo al costo della vita, ma non è la prassi.

Nel dettaglio le soluzioni sono state le più disparate. Su 22 Rsa solo quattro, dal 2020 ad oggi, non hanno ritoccato la retta: sono Bormio e Sondalo, ferme a 49,32 euro minimi al giorno, Tirano, ferma a 50,96 euro e Civo a 72 euro.

Tutte le altre Rsa hanno praticato aumenti che vanno da un minimo di 1,65 euro al giorno per retta minima a Delebio e a Teglio (atteso che Delebio chiede 54,25 euro al giorno e Teglio 43,73), a un massimo di 10,75 euro al giorno per retta minima nella Rsa Bernina di Sondrio che, oggi chiede 80,75 euro al giorno.

Nel mezzo ci sono realtà importanti, come le Rsa di Sondrio, in via don Guanella e in via Lusardi, che hanno introdotto aumenti rispetto al 2020, rispettivamente di 5,59 e di 5,92 euro sulla retta giornaliera minima. È di 5,92 euro anche l’aumento praticato dalla Rsa “Bongioni Lambertenghi” di Villa di Tirano, mentre ammonta a 5,26 euro quello introdotto sulla retta minima alla Rsa di Talamona.

Va precisato che spesso si tratta di aumenti che vanno ad incidere su rette che sono molto basse: sono otto le Rsa della nostra provincia che chiedono meno di 1.500 euro al mese e che, quindi, hanno rette quotidiane sotto i 50 euro. Basti pensare che la retta giornaliera media fra tutte le 22 Rsa della nostra provincia, comprese quelle “private”, non va oltre i 52 euro contro, ad esempio, i 66 euro al giorno delle Rsa del Lecchese, territorio a noi vicino che, a sua volta, ha prezzi molto più contenuti rispetto a quelli del Milanese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA