Bambi sta bene. Ma il suo “papà”
lo rivuole a casa

La storia Il cerbiatto trasferito da Chiesa a Dazio. Del Zoppo al lavoro per allestire un terreno adatto e ospitare nuovamente l’animale in Valmalenco

Bambi sta bene. Ma il suo “papà” lo rivuole a casa
Bambi nella sua nuova casa a Dazio

É “osservato speciale” il cerbiatto Bambi, nel nuovo recinto in cui è stato collocato all’agriturismo-allevamento “La Pedruscia” di Dazio.

Lunedì sera è nuovamente salito a controllarlo il veterinario dell’Ats di stanza a Morbegno, Marco Tocalli, che lo ha trovato bene, e ieri mattina di nuovo ha chiesto sue notizie Manuela Della Valle, la veterinaria di Ats che il 27 luglio scorso aveva effettuato l’ispezione nell’azienda agricola di Sara Del Zoppo, in Val Rosera, in Valmalenco.

Area riservata

«Bambi sta bene, ormai si è svegliato completamente e si sta ambientando, piano piano - assicura Fulvio Baraiolo, gerente l’allevamento “La Pedruscia” -. Stamattina ha iniziato a brucare anche l’erba del prato, gli diamo anche un po’ di fioccato, fieno e fogliame e, per quanto riguarda l’acqua, ha il ruscelletto naturale che passa proprio dove lo abbiamo messo. Per ora è qui vicino a noi, perché è giusto che stia il più vicino possibile agli umani, à abituato così. Abbiamo anche altri terreni a disposizione, ma sono più lontani dall’agriturismo, per cui valuteremo più avanti se spostarlo lì o meno. Oltretutto questo spazi comunica con quello degli altri cinque cervi, per cui l’obiettivo è quello di farli entrare in relazione, far sì che si annusino attraverso la rete».

Certo, non è come a casa, con Giovanni Del Zoppo, in alta Valmalenco, dove Bambi era un tutt’uno col suo “padrone”, i suoi famigliari e le sue caprette. Però lì lo spazio era troppo ridotto per un cervo di due anni, hanno assicurato i veterinari e gli agenti della Polizia provinciale. Poi è prossimo al primo “amore” e quindi è propenso a dare testate col suo palco. Testate che avrebbero potuto colpire Giovanni o qualche suo famigliare.

Del Zoppo a Dazio a vedere Bambi, non ci è ancora andato, ma ha promesso che ci andrà, anche se si è ripromesso di riportarlo a casa.

Non sarà domani e neanche dopodomani, perché per allestire un terreno grande abbastanza e con tutti i requisiti per ottenere l’autorizzazione a detenere cervi ci vorrà un po’ di tempo, però lui punta a riavere l’animale.

Compagnia

Intanto Bambi nella nuova casa se la cava egregiamente anche se, tutto solo, nel suo recinto, fa forse un po’ tristezza.

«Stiamo pensando di inserire una nostra asinella, buonissima, perché, secondo noi, con lei si fa buona compagnia - dice Fulvio Baraiolo - e stiamo valutando con le guardie venatorie e le guardie del Parco dello Stelvio di inserire magari anche una loro cerva, per compagnia, considerato che ne hanno tante. Perché al momento l’approccio con gli altri cervi ibridati che abbiamo potrebbe risultare difficile, dato che i due maschi già si stanno contendendo fra loro le tre femmine».

Non è facile lavorare ad inserire i cervi “imprintati”, cioè abituati con l’uomo, in un ambiente anche solo “simil naturale”. Ci vuole pazienza, astuzia, attenzione. Ogni mossa va valutata attentamente, perché l’inserimento riesca. Per questo, le guardie venatorie insistono nel ricordare a chiunque veda cerbiatti o animali abbandonati, di non toccarli, ma di chiamare subito la polizia provinciale. Anche componendo il 112, perché, poi, la chiamata, viene dirottata ai “rangers”.

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