«Appalto cucito su misura»  Ma intanto cresce l’erbaccia
Manutenzione in ritardo sulla ciclabile

«Appalto cucito su misura»

Ma intanto cresce l’erbaccia

Un’azienda esclusa solleva dubbi sulla gestione della ciclabile

«Gara rifatta due volte ma la vincitrice è risultata sempre la stessa ditta»

Forti accuse alla Comunità montana di Tirano, in merito alla gestione di un appalto: le avanza Rosanna Fiorina, del Centro Giardino di Villa di Tirano, che stigmatizza la condotta, in particolare dei responsabili del settore territorio, tenuta nella procedura negoziata per l’affidamento del servizio di manutenzione della pista ciclabile, comprese le scarpate di pertinenza Anas.

La gara di appalto era stata inizialmente aggiudicata per un importo di 36mila euro dall’azienda agricola Carletto Panizza che «non possedeva i requisiti richiesti dal bando, fra cui l’iscrizione alla Camera di Commercio, esperienze analoghe per altri enti pubblici o un numero minimo di dipendenti - sostiene Fiorina -. La Cm di Tirano ha conferito l’incarico senza accertare l’idoneità dell’aggiudicatario in totale spregio alla professionalità e competenza delle altre imprese che, al contrario, possedevano i requisiti richiesti. Ci auguriamo che sia stata solo disattenzione».

A seguito di accesso atti ed interrogazioni all’ente, si è ottenuto l’annullamento dell’aggiudicazione dell’appalto alla ditta vincitrice con conseguente revoca del bando. A quel punto la Cm ha indetto un’altra gara di appalto a “chiamata diretta” per svolgere gli stessi lavori, senza però questa volta prevedere gli stessi requisiti chiesti in precedenza.

«Nel nuovo bando è stata eliminata la parte di manutenzione delle scarpate che sono di competenza Anas – aggiunge Fiorina, che precisa di essere arrivata terza nel bando e, dunque, di parlare solo per etica e trasparenza -. Mi domando come mai la Cm si fosse assunta i relativi costi per un lavoro che non era di sua competenza».

Aggiudicatrice di questa nuova gara (la base era di 30mila euro) con un ribasso del 50 per cento è ancora ditta Panizza. «L’amministrazione dell’ente, per giustificarsi, ha addotto ragioni di discrezionalità ed opportunità, assumendosi le responsabilità per la confusione creata - afferma Fiorina - e, quasi a risarcire il danno per l’affidamento creato dal contratto precedentemente annullato, ha deciso di indire un nuovo bando senza più richiesta dei requisiti, “cucito su misura” per la ditta precedentemente aggiudicataria. La sensazione è quella di una mossa fatta quasi per prevenire eventuali cause legali che potevano essere intentate dalla ditta aggiudicatrice contro la Cm per l’annullamento del precedente bando».

Intanto però la parte del Sentiero Valtellina che va da San Giacomo a Tiolo, la cui manutenzione doveva essere fatta ai primi di marzo, dopo due mesi - sostiene l’imprenditrice - è ancora in attesa di intervento. «Non ho nulla – precisa l’imprenditrice – contro la ditta vincitrice, ma obietto sul metodo usato dalla Cm. E, insieme a me, anche le altre ditte partecipanti si sono lamentate».

Di qui le domande di Fiorina: «Può un organo che gestisce i soldi della collettività amministrare il patrimonio e svolgere le sue mansioni con tale pressapochismo, arroganza e leggerezza? I valori come la professionalità, la competenza, e, in particolare, trattandosi di appalti pubblici, il bene della collettività sono ben perseguiti e premiati da questo ente? Oppure ci ritroviamo a che fare con un carrozzone che, a colpi di spugna, opera arbitrariamente a scapito della collettività e della legalità? Attendiamo risposte».

Interpellate da La Provincia di Sondrio, né la Cm né la ditta Panizza hanno voluto replicare alle accuse lanciate da Rosanna Fiorina.


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