Altra mazzata sugli imputati: chiesti cinque milioni di danni

Il processo Passamonti: dopo il pubblico ministero, la parola passa alle parti civili . La Regione vuole un risarcimento da 852mila euro, poi ci sono i terreni di Cercino.

Altra mazzata sugli imputati: chiesti cinque milioni di danni
Il collegio dei giudici a cui tocca il compito di decidere le sorti dei 19 imputati. Al centro il presidente Barbara Licitra

Il maxi processo (venti persone a giudizio, prima che una di loro, l’imprenditore Galperti, patteggiasse) su quello che ormai è stato ribattezzato “Caso Passamonti”, dal nome del suo imputato principale, è alle battute conclusive.

La sentenza è attesa poco prima di Natale, ma dopo la requisitoria del pm di giovedì mattina, nel pomeriggio dello stesso giorno e ieri mattina sono state depositate anche le richieste di risarcimento danni da parti delle parti civili.

Richieste pesanti, così come lo sono i 14 anni di carcere chiesti per Silvano Passamonti e i 9 per Luca Spagnolatti. Soltanto la Regione Lombardia ha chiesto che le vengano restituiti 852mila euro per la presunta truffa ai propri danni, mentre i proprietari(sono 46) dei terreni di Cercino venduti all’imprenditore Galperti chiedono oltre 100mila euro a testa. Si aggiungono poi le richieste della Comunità montana di Morbegno, quella della società Eventi Valtellinesi e quella del Comune di Cercino. Il tutto per una cifra che deve essere ancora quantificata nel dettaglio, ma che supera i 5 milioni di euro.

La richiesta più alta in assoluto è quella di una delle presunte vittime del filone Cercino, che attraverso i sui legali ha chiesto ieri un risarcimento da 1 milione e 385mila euro. La società Eventi Valtellinesi vuole 200 mila euro, il Comune di Cercino altrettanti.

Nei prossimi giorni, già a partire da lunedì, si tornerà in aula per le repliche degli avvocati della difesa. Già ieri hanno parlato i legali Paolo Pedroncelli per Jonny Crosio, Enrico Muffatti che tutela l’imprenditore Guglielmo Trivella, e Gaetano Pecorella che difende l’ingegnere milanese Angelo Bianchi.

Tre casi, questi ultimi, di imputati per i quali è già stata dichiarata la prescrizione. Gli avvocati chiedono però che sia riconosciuta l’innocenza dei propri assistiti anche nel merito delle accuse. L’inchiesta sulla presunta mala gestione della cosa pubblica in Bassa Valle aveva colpito i vertici della Comunità montana di Morbegno della quale Silvano Passamonti era presidente, ed Eventi valtellinesi, la società privata a partecipazione pubblica della quale Spagnolatti era project manager. A questo filone si legano le accuse di truffa ai danni della Regione Lombardia per alcuni finanziamenti e di peculato per l’utilizzo dei soldi della società per fini personali.

Tutt’altra faccenda quella di Cercino. Qui si parla di concussione per i terreni acquistati dalla società Vimos e rivenduti all’imprenditore Galperti per la realizzazione di un gigantesco capannone industriale.

Il primo filone, quello che, a cascata, a portato allo sviluppo degli altri due rami dell’inchiesta, è relativo alla gara d’appalto per la strada di Bema che, secondo le accuse, alcuni degli imputati avevano cercato di truccare. Fatti vecchissimi, comunque, che risalgono a oltre dieci anni fa e per i quali è scattata la prescrizione. Più recenti e non ancora prescritti, invece, gli altri due filoni. Al centro, comunque, sempre Passamonti, anche se gli arresti in tutto erano stati sette.

Ci vorranno delle ore perché gli avvocati spieghino le ragioni dei propri assistiti al collegio giudicante presieduto da Barbara Licitra. Le posizioni sono diverse e le vicende molto complesse. Alcune direttrici , però, sono già chiare. Se nè è già parlato molto anche in aula. La questione Eventi Valtellinesi, per esempio. Secondo l’accusa è una società pubblica, essendo partecipata interamente dagli enti pubblici. Secondo i difensori invece è una società privata a tutti gli effetti. Se passerà questa linea, cadranno per esempio tutte le accuse di peculato.

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