Alcol e giovani, Sondrio prima per abusi

Tarantola, Sert: «Purtroppo il consumo tra i ragazzi ha subito un’impennata negli ultimi anni». «La nostra provincia è ai vertici regionali, si allarga il fenomeno del binge drinking, cioè dell’abbuffata alcolica».

Alcol e giovani, Sondrio prima per abusi
Sondrio - L'alcol tra i giovanissimi è un fenomeno in crescita che desta allarme

Alcol e dipendenze da bicchieri e bottiglie, piaga sociale radicata su più fasce di età: i consumatori abituali con problemi di alcolismo sedimentati sono espressione di tutte le «classi di età», ma i maggiori problemi emergono tra i 40 e i 70 anni.

Lì il fenomeno ha indicatori e numeri «stabili», perlomeno in provincia. Dove aumenta la diffusione dell’alcol, e i dati anche in chiave locale fanno “rabbrividire” è tra i giovani. Lancia l’allarme il Sert.

Il Dipartimento per le dipendenze Asl della provincia di Sondrio tramite il suo direttore Massimo Tarantola rende noto il pamphlet di ricerca «Previsionale 2015», con i dati regionali, e le indicazioni sul fenomeno per l’anno in corso. «Il nostro – annuncia subito Tarantola – è un osservatorio con una visibilità limitata a quelli che sono gli “utenti del Sert”, il Centro per le dipendenze: si tratta – precisa – di persone che vengono a chiedere aiuto.

Scelgono supporto e cura, o sono costretti a rivolgersi a noi inviati dalla “commissione patente” perché a causa dell’alcol, delle sanzioni a cui sono sottoposti, rischiano di non potere più muoversi in macchina. Su queste due richieste di servizio e aiuto, si basa parte della nostra analisi. Un secondo fronte di indagine è quello relativo alle “Unità mobili” gli operatori che in tutta la regione si recano davanti ai locali notturni per intervistare i giovani».

Lo scenario del 2015. «Parlando di alcol – ha precisato Tarantola – sembra utile sui dati di scenario e nel merito della previsione sottolineare come si abbia a che fare della più facilmente reperibile ed economicamente accessibile tra la sostanze che danno dipendenza. Sistematicamente sottostimata a causa del suo radicamento storico-culturale, viene oggi rilanciata pesantemente dalle multinazionali, attraverso prodotti concepiti “ad arte” per reclutare le nuove leve dei consumatori più giovani».

Il direttore del Sert punta il dito sulla birra, e sui nuovi «alcolpop» le bottigliette “smart” fatte apposta per attirare sull’alcol in maniera induttiva e subliminale il target “giovani”.

«I dati di consumo disponibili testimoniano del successo commerciale di questi prodotti: la diffusione di alcol tra ragazzi e minori aumenta, e si segnala una tendenza alla “precocizzazione” dei consumi. Se tra i cinquantenni il numero dei consumatori è stabile, tra i ragazzi si impenna. Con abitudini che potrebbero essere il preludio di un consolidamento del bere, come “sostanza d’abuso”, prima, e generatrice di dipendenza, dopo. Non non vanno inoltre dimenticati i comportamenti a rischio con un consumo giornaliero di alcol non moderato e i dati relativi al fenomeno del binge drinking».

I numeri sono estremamente allarmanti. Sul binge drinking, “l’abbuffata alcolica”, con il consumatore che assume varie bevande a base di alcol ripetutamente e in un arco di tempo continuato e limitato, Sondrio è ai vertici regionali per le casistiche giovani.

Alla domanda, «quante volte nell’ultimo mese si siano assunte più di quattro, più di cinque (se si è maschio) bevande alcoliche in un’unica occasione», Sondrio domina la top seven: su sette zone e province campionate il 73,4% sui 1886 giovani intervistati ha affermato di avere fatto binge drinking più di 4, o 5 volte in 4 settimane.

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