Abbattimento dei cinghiali, tutto da rifare

C’è tumulto nel mondo agricolo del lavoro montano, dopo che il Consiglio dei ministri ha deciso in questi giorni di bloccare, a due mesi dalla approvazione, un apposito decreto regionale, emanato dal Pirellone, per la «gestione faunistico-venatoria del cinghiale e il recupero degli ungulati feriti».

Abbattimento dei cinghiali, tutto da rifare

Il legislatore puntava ad arginare con deroghe e ampliamento dei permessi venatori quella che è considerata, “l’emergenza cinghiali”, le commissioni governative hanno esaminato compatibilità giuridiche di otto leggi regionali e hanno deciso lo stop. La motivazione: «Alcune decisioni in materia di prelievo venatorio violano la competenza esclusiva dello Stato relativamente alla tutela dell’ambiente e dell’ecosistema».

Da Coldiretti Lombardia, principale associazione di rappresentanza del mondo agricolo, la rinuncia a misure più drastiche per fronteggiare il proliferare di cinghiali tra campagne e boschi è stata definita «incomprensibile», si preannunciano appelli.

Anche da Sondrio si annuncia battaglia. «Andiamo in settimana a Milano per parlare con gli altri referenti regionali della nostra associazione, tutti insieme faremo sentire le nostre ragioni - dice il presidente Coldiretti Sondrio Alberto Marsetti - quella promulgata dalla Regione Lombardia a luglio era una buona legge, che recepiva tra l’altro dispositivi messi a punto e sperimentati proprio in provincia di Sondrio. I cinghiali sono dannosi e possono anche essere pericolosi e questo non è il loro habitat».

Nel territorio lombardo l’emergenza cinghiali è segnalata da tempo: secondo la Regione, si stima «siano presenti non meno di seimila esemplari di cinghiale concentrati in particolare nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Sondrio e Varese. Oltre 4 mila altri cinghiali si trovano inoltre nella zona appenninica in provincia di Pavia».

In provincia di Sondrio, nel 2015 i danni causati dal cinghiale toccavano i 50.000 euro, 26.000 euro i danni calcolati nel 2016, contenimento nei numeri determinato da nuovi criteri di selezione già messi a punto sul nostro territorio.

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