Arrivati gli aiuti inviati dalla Brianza in Ucraina, erano bloccati alla frontiera ungherese

Dopo oltre una settimana di attesa finalmente sono arrivati a destinazione gli aiuti inviati dalla Brianza in Ucraina. Dallo scorso lunedì, 11 marzo, infatti, il Tir con 12 tonnellate di beni alimentari e attrezzature mediche, era bloccato alla frontiera ungherese con l’Ucraina e solo l’altro ieri il mezzo è giunto nella regione di Chernihiv dove ha consegnato una decina di letti elettrici per l’ospedale regionale mentre tra ieri e oggi ha iniziato a consegnare gli alimenti.

«Queste attese alla frontiera stanno diventando un enorme problema – spiega il presidente della Cassago chiama Chernobyl Armando Crippa – e non possiamo continuare così. Cercherà un contatto con l’ex ambasciatore Davide La Cecilia, che è diventato l’uomo della Farnesina, il Ministero degli Esteri, per la ricostruzione dell’Ucraina. «E’ sempre stato un buon amico ed un ottimo interlocutore, speriamo riesca ad ottenere un miglioramento della situazione».

Anche lo scorso invio di aiuti, fatto a novembre, aveva visto attese di giorni al confine ungherese per entrare nel paese in guerra, si sperava che la situazione fosse cambiata ma non è così. Gli aiuti hanno riempito un intero tir, circa 12 tonnellate di materiale scelto e impacchettato con cura, già pronto per la distribuzione. In particolare sono stati raccolti dei presidi medici per le articolazioni di anche, ginocchia, gambe, collo e braccia: «Abbiamo dato la precedenza a queste attrezzature perché moltissime persone sono state ferite in guerra e necessitano di questi tutori». Altra attrezzatura medica è rimasta nei depositi della famiglia Bonanomi a Calco, in particolare letti, visto che gli ospedali di Chernihiv ormai ne hanno a sufficienza. Sono invece stati caricati alcuni letti con apparati di manovra elettrici particolarmente avanzati che servono nei reparti più specializzati. Il resto è costituito in prevalenza da alimenti e cibo, tra cui anche «due o tre quintali di cioccolato che ci è stato fornito dalla Icam».

Alla raccolta del materiale sono state chiamate varie associazioni, a partire dal comitato delle famiglie ospitanti di Ponte Lambro, ma anche Un gesto per loro di Seregno, l’associazione Regala un sorriso di Desio, il gruppo Solidarietà ed accoglienza di Nerviano, l’associazione L’abbraccio. «Abbiamo scelto di inviare gli aiuti proprio in questo periodo perché c’è stata la festa della donna ed abbiamo voluto far sentire la nostra vicinanza alle donne ucraine impegnate nel difendere la loro patria al pari degli uomini».

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