Tumori precoci all’addome in aumento anche nel lecchese. Screening già dai 45 anni

Il caso della principessa Kate Middleton, che si è ritrovata su tutti i giornali del mondo a causa di un tumore del quale nulla è stato detto e nessuno sa di che tipo sia, riapre il problema sull’incidenza precoce del cancro. Su quello della Reale d’Inghilterra si sa che il tumore è a livello addominale, il che ha sbloccato anche la discussione sull’età alla quale questi tumori, che riguardano l’apparato gastroenterico (ma potrebbe riguardare anche altre zone, come ovaie, utero o altro, n.d.r.), possano insorgere. E si scopre che, anche nel lecchese, questi tumori sono in rapido aumento nelle fasce giovanili, ovvero sotto i 50 anni.

Soprattutto le patologie Gist (gastrointestinal stromal tumors), possono interessare decadi di vita più giovani, rispetto a quelle dell’adulto senile (tra 50-70 anni). Naturalmente tumori come quello al colon retto, che è uno dei big killer dei nostri anziani, persistono a età più elevate, ma da qui a qualche anno lo screening su questo tumore, per esempio, partirà dai 45 anni in poi e non più dai 50. Soprattutto per chi ha familiarità, beve, fuma, o è sovrappeso e, dunque, rischia di più.

“Per fortuna – spiega Marco Soncini direttore del Dipartimento di Medicina dell’Asst di Lecco - a Lecco sono veramente poche, le persone colpite dai tumori che insorgono in età più giovanile, come, per esempio, quelli al piccolo intestino. Questi sì, colpiscono persone anche in più giovane età. In generale, però, si è abbassata l’età delle malattie all’apparato gastroenterico, senza parlare solo di tumori. Sul grosso intestino, la sindrome dell’intestino irritabile colpisce di più dai 20 ai 30 anni, rispetto all’adulto-senile. La malattia da reflusso colpisce già da giovani. Le malattie infiammatorie croniche intestinali, la colite ulcerosa, il morbo di Chron, e altre malattie di questo tipo, possono insorgere addirittura dall’età pediatrica”. Soncini, che è presidente nazionale dell’Aigo, associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti, non pensa che ci sia un solo fattore scatenante. Anzi, pensa che dietro alla scoperta di più tumori ci sia il progresso scientifico: “Sappiamo che non tra tantissimo tempo avremo necessità di intercettare le forme precoci di tumore al colon retto, anche a 45 anni. Non dai 50 anni come capita oggi, insomma, ma prima. Però non c’è certezza che sia solo una questione di incremento tout-court dei tumori. Il tumore del pancreas sta indubbiamente crescendo, ma i tumori al gastroenterico aumentano perché probabilmente abbiamo capacità di intercettare queste patologie che prima non c’erano. Soprattutto nel piccolo intestino che era una black box, una scatola buia, prima e che oggi, invece, grazie a enteroscopia, videocapsule e altre metodologie, si può andare a indagare, vedendo cose che prima non vedevamo. Poi c’è anche un’attenzione diversa da parte delle persone, nella propria cura”.

A fronte dello strumento dello screening che salva le vite, per intercettare le forme precoci di tumore al colon retto, altri tumori del tubo digerente possono dare manifestazione di sé attraverso sanguinamento e sintomatologie dolorose. Il che potrebbe far pensare a problemi al piccolo intestino, o intestino tenue (il tratto di intestino che si chiama “digiuno” e che parte dal duodeno e poi va all’ “ileo”): “Al di là delle forme infettive come le gastroenteriti, nel piccolo intestino seppur in casi molto meno numerosi si possono vedere dei tumori. E si possono trovare, come detto, anche a età più giovani di quelle che caratterizzano i tumori del colon retto”.

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