Quarta ed ultima tappa del giro del mondo in vela con velista lecchese Niccolò Banfi

Fase conclusiva della Ocean Globe Race, regata che celebra il 50° anniversario della Whitbread Round the World e che vede in lizza anche una barca italiana: “Translated 9” con a bordo il giovane atleta

Ha preso il via da Punta del Este, in Uruguay, la quarta e ultima tappa della Ocean Globe Race di vela, regata che celebra il 50° anniversario della Whitbread Round the World, il giro intorno al Mondo che vede in lizza anche una barca italiana: “Translated 9” con a bordo il velista lecchese della Canottieri Niccolò Banfi di soli 23 anni.

Dopo il ritiro forzato nella tappa da Auckland a Punta del Este con rotta obbligata alle Isole Falkland, a causa di due falle nello scafo, causate dalle tempeste incontrate vicino a Capo Horn, lo Swan 65 (quasi 20 metri) armato dall’italiano Marco Trombetti, ha potuto riprendere il largo verso l’Inghilterra. Più precisamente Cowes, sull’Isola dui Wight, dove la Ocean Globe Race si concluderà.Per Nicolò Banfi e i membri del team si tratta di un mezzo miracolo dopo le mille peripezie per essere ai nastri di partenza. “Translated 9” ha superato sfide che sembravano insormontabili ed è ora di nuovo in corsa. La barca è riparata e l’equipaggio, con il neo-skipper Nico Malingri, è concentrato nell’affrontare questa tappa di 6550 miglia (km.) con il chiaro obiettivo di vincerla. Nonostante la sosta forzata alle Isole Falkland/Islas Malvinas, dove “Translated 9” si è rifugiata il 10 febbraio a causa dei danni allo scafo e nonostante le restrizioni logistiche locali, che sembravano rendere la riparazione un’impresa quasi impossibile, l’equipaggio ha dimostrato un eccezionale spirito e ingegno, riuscendo a cambiare il corso del proprio destino.

«È stata dura – ha detto Niccolò Banfi prima della partenza – perché temevamo di non poter riparare la barca e quindi doverci definitivamente ritirare. Si è trattato quindi di una corsa contro il tempo dove nessuno si è risparmiato e alla fine siamo riusciti a raggiungere l’Uruguay per essere al via».

Il team di “Translated 9” ha sopperito a difficoltà incredibili compreso il trasporto dal Cile di semplice vetroresina, introvabile alle Falkland, grazie ad un piccolo aereo, solo per citare l’impresa titanica di essere ancora in gara. Ma aiuti sono arrivati anche dagli abitanti locali, dall’Italia attraverso internet e anche di tecnici giunti in Uruguay da Roma per gli ultimi giorni di controlli. «Essere al via dell’ultima tappa – ha proseguito Banfi – è una gioia indescrivibile per tutti noi. Il premio per i grandi sforzi che abbiamo fatto e per coronare l’impegno del nostro armatore che in questa regata ci ha messo tanta passione e determinazione. Ora cerchiamo un nuovo exploit: arrivare primi nel regno della vela, Cowes».

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